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Melanoma: la maggior parte non ha origine da nevi preesistenti

melanoma examination

Contrariamente a quanto ipotizzato fino ad ora, solo una minoranza di melanomi ha origine da nevi preesistenti.

La notizia arriva da una revisione e da una meta-analisi della letteratura, dalle quali sono emersi dati che dimostrano come la maggior parte dei melanomi non abbia origine da una trasformazione maligna di nevi preesistenti.

"È molto importante sapere che la maggior parte dei melanomi ha origine de novo perché implica che ogni nuova lesione che compare sulla pelle di un adulto dovrebbe essere considerata sospetta", ha dichiarato la Dr.ssa Caterina Longo, dell'università di Modena e Reggio Emilia. "L'implicazione pratica è che sia i pazienti che i dottori dovrebbero condurre regolari e approfonditi esami della pelle e tutte le nuove lesioni che compaiono negli adulti dovrebbero essere considerate maligne fino a prova contraria", ha aggiunto.

Lo studio è stato pubblicato nell'edizione online del 29 agosto del Journal of the American Academy of Dermatology. Sotto la guida dell'autore principale, Dr. Riccardo Pampena, dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, i ricercatori hanno esaminato 38 studi, per un totale di 20.126 melanomi. In questi studi, solo il 29,1% dei melanomi è stato associato a un nevo preesistente, perciò il 70,9% dei melanomi esaminati è comparso de novo.

I pazienti con melanoma originatosi da nevo preesistente erano significativamente più giovani, di circa 4,9 anni, rispetto a quelli con melanomi comparsi come nuove lesioni (P < 0,001). Non sono state individuate differenze sessuali significative nell'incidenza dei due tipi di melanoma, né sono state rilevate differenze riguardanti il sottotipo istologico o la localizzazione fra i melanomi sviluppatisi a partire da un nevo esistente e quelli originatisi de novo.

"Il sottotipo istologico più diffuso è stato il melanoma a diffusione superficiale e il tronco e le estremità sono state le aree di localizzazione più frequenti per entrambi i tipi di melanoma", osservano il Dr. Pampena e colleghi.

Negli studi in cui i melanomi sono stati caratterizzati sulla base dello spesso di Breslow, i ricercatori hanno notato che i melanomi originatisi da nevi preesistenti avevano spessore minore rispetto a quelli comparsi de novo, con una differenza media di -0,39 mm (P = 0,003). La Dr.ssa Longo ipotizza che questa differenza possa essere ricondotta al fatto che i pazienti con molti nevi si sottopongono più frequentemente a regolari controlli dermatologici.

I pazienti con un alto numero di nevi sono spesso più consapevoli della necessità di monitorare le lesioni e di annotare cambiamenti anche minimi, a differenza dei pazienti con melanoma comparso sotto forma di nuova lesione. 

Solo 13 dei 38 studi analizzati hanno operato una distinzione fra nevi congeniti e nevi acquisiti, ma a dispetto di questa limitazione, il Dr. Pampena e colleghi hanno calcolato che il 77,4% dei melanomi associati a nevi erano associati a nevi acquisiti, rispetto al 22,6% di melanomi associati a nevi congeniti.

Secondo la Dr.ssa Longo, le raccomandazioni che possono essere diffuse a partire da questa analisi sono piuttosto semplici: anzitutto, i medici di base dovrebbero attenersi ai protocolli standard per l'individuazione di lesioni a rischio da sottoporre a esame specialistico da parte di un dermatologo, mentre i dermatologi "dovrebbero controllare la pelle dei pazienti da cima a fondo e in particolare dovrebbero prestare attenzione ai pazienti con un numero elevato di nevi, perché esposti a un maggiori rischio di sviluppare melanomi anche se non necessariamente a partire da nevi preesistenti".

Lo studio è stato finanziato dal Ministero della Salute.

Riferimenti:

Pampena, Riccardo et al. - A meta-analysis of nevus-associated melanoma: Prevalence and practical implications, Journal of the American Academy of Dermatology, edizione online del 29 agosto ; doi: http://dx.doi.org/10.1016/j.jaad.2017.06.149

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