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Nuovo dispositivo per la diagnosi del carcinoma basocellulare

basal cell carcinoma microscopy

Secondo uno studio pubblicato il 24 aprile su JAMA Dermatology, una nuova tecnologia ottica, conosciuta come microscopio multifotonico (MPM), potrebbe rendere rapida, indolore e non invasiva la diagnosi clinica del carcinoma basocellulare (BCC).

Questa nuova tecnologia potrebbe inoltre ridurre i tempi di attesa fra la diagnosi e la terapia. "Questo studio dimostra che, in un campione limitato di pazienti, l'esame con microscopio multifotonico in vivo è in grado di fornire un contrasto label-free che rivela alcuni tratti caratteristici delle lesioni da BCC", ha scritto la PhD. Mihaela Balu, autrice dello studio insieme a colleghi provenienti dalle università di Irvine, in California, e del Saarland, in Germania.

Il carcinoma basocellulare, il cancro umano più comune, rappresenta il 25% di tutti i casi di cancro ed il 75% di tutti i casi di tumore maligno rilevati negli Stati Uniti. Diversi tipi di tecniche di imaging sono stati sviluppati ma il rischio di errori nella diagnosi è sempre rimasto un problema.

Il funzionamento del microscopio MPM si basa sulla presenza di alcuni composti chimici nella pelle, come cheratina, collagene, NADH, FAD, elastina e melanina. Quando stimolati da un laser, questi composti emettono una luce che può essere usata per creare immagini tridimensionali della pelle in alta definizione. In particolare, le concentrazioni di NADH e di FAD sono indicatori dell'attività metabolica, che nelle cellule tumorali è diversa da quella rilevabile nelle cellule normali.

Nello studio, la Dr.ssa Balu e colleghi hanno cercato di valutare l'efficacia del microscopio multifotonico nell'individuazione di focolai tumorali BCC e nell'imaging delle loro strutture cellulari. Si sono serviti di un dispositivo ottico ad uso clinico di nome MPTflex, recentemente sviluppato da JenLAb GmbH. Data la sua portabilità, MPTflex permette di eseguire scansioni di diverse parti del corpo, invece di essere limitato alla sola scansione delle estremità. La scansione delle aree che si trovano in prossimità di occhi, naso ed orecchie può tuttavia rivelarsi ancora problematica.

Lo studio si è svolto fra Settembre 2012 e Aprile 2014 presso la University of California ed il Beckman Laser Institute and Medical Clinic, sempre in California. La Dr.ssa Balu e colleghi hanno effettuato scansioni ed imaging con MPM su nove pazienti ed hanno individuato un totale di dieci casi di BCC prima della biopsia. I ricercatori hanno poi comparato i risultati ottenuti tramite imaging con microscopio multifotonico e i risultati ottenuti dall'analisi istopatologica.

Hanno scoperto che la caratteristica principale associata alle lesioni correlate al BCC, ed evidenziata dall'imaging tramite MPM, era la presenza di piccoli conglomerati di cellule basaloidi nel derma papillare e reticolare, con prominente disposizione a palizzata periferica. Queste due condizioni sono caratteristiche delle lesioni da BCC e mostrano una correlazione positiva con la valutazione istopatologica condotta in seguito, stando ai commenti degli autori dello studio.

"Ulteriori specifiche su caratteristiche quali la sensibilità e la specificità del microscopio MPM richiedono una più approfondita valutazione, condotta su di un più ampio campione", hanno fatto sapere gli autori dello studio.

"Il nostro studio dimostra che l'imaging via MPM in vivo permette di visualizzare la struttura cellulare interna ai cluster tumorali corrispondenti alle lesioni da BCC con caratteristiche anche superficiali", hanno aggiunto, "Questo è molto importante perché la presenza di conglomerati di cellule basaloidi nel derma è uno dei principali criteri istopatologici per la diagnosi di carcinoma basocellulare", perciò "questa caratteristica ha il potenziale per essere usata come criterio per la diagnosi del BCC tramite imaging con microscopio MPM".

Il Dr. Vicotr Neel, della Harvard Medical School, ha assimilato le potenzialità della tecnologia a microscopio multifotonico a quelle di una "biopsia ottica". "Il confronto del microscopio multifotonico con tecnologie come la microscopia confocale a riflettanza (RCM) è simile a quello fra la televisione a colori e le trasmissioni in bianco e nero", ha commentato.

Tuttavia, non mancano gli ostacoli dal punto di vista puramente tecnico. Fra questi: il limitato campo visivo, la lentezza dell'acquisizione delle immagini, la scarsa penetrazione e la necessità che il paziente rimanga immobile per evitare che emergano artefatti dovuti al movimento durante l'elaborazione delle immagini.

 

Riferimenti:

JAMA Dermatology, pubblicato online il 24 aprile 2015.