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Il pre-trattamento con laser migliora i risultati della terapia fotodinamica

skin pretreatment

Secondo un gruppo di ricercatori danesi il pre-trattamento con laser è uno degli strumenti più efficaci per stimolare la formazione di protoporfirina IX (PPIX) indotta dal metil Aminolevulinato cloridrato nella terapia fotodinamica (PDT).

In un articolo pubblicato nell'edizione online del 1 febbraio 2017 di JAMA Dermatology, la Dr.ssa Christiane Bay e colleghi dell’Università di Copenaghen hanno osservato come il pre-trattamento della pelle faciliti l’assorbimento degli agenti fotosensibilizzanti e ne consigliano l'impiego per ottenere risultati ottimali.

Tuttavia, l’efficacia relativa dei vari pre-trattamenti utilizzati per indurre la produzione di PPIX nella pelle umana è ancora sconosciuta. Per studiarla, il gruppo di ricercatori ha arruolato 12 volontari sani.

Ciascun soggetto è stato sottoposto a preparazione standardizzata della cute con curettage, microdermoabrasione con spugne abrasive, stimolazione cutanea con microaghi, ablazione laser frazionata (AFXL), non frazionata e nessun pretrattamento. Successivamente i soggetti sono stati sottoposti a tre ore di incubazione con metil-aminolevulinato cloridrato e successiva illuminazione con luce rossa.

I ricercatori sottolineano che la valutazione superficiale della fluorescenza PPIX è un metodo riconosciuto per valutare la fluorescenza PPIX indotta da acido aminolevulinico e metil aminolevulinato.

La fluorescenza PPIX ha raggiunto la più alta intensità nei soggetti pretrattati con ablazione laser frazionata (AFXL). La media relativa a questo approccio è stata pari a 8661. I valori medi relativi agli altri pre-trattamenti sono stati: 6731 per la microdermoabrasione, 5609 per la stimolazione con microaghi e 4765 per il curettage.

I livelli di fluorescenza più bassi fra i soggetti sottoposti a pre-trattamento sono stati rilevati nelle pelli trattate con laser non frazionato (non AFXL), mentre il livello più basso è stato rilevato nelle pelli non trattate.

Il team ha scoperto che aumentando la densità laser e aumentando il numero di passaggi da uno a tre non si osservano ulteriori miglioramenti in termini di fluorescenza PPIX.

I ricercatori concludono sottolineando come, nonostante questi risultati, "non sia ancora chiaro quale dei trattamenti ha il maggior potenziale rispetto all'induzione di reazioni PDT in specifiche malattie cutanee".

 

Riferimenti:

Christiane Bay, Catharina Margrethe Lerche, Bradford Ferrick, et al - "Comparison of Physical Pretreatment Regimens to Enhance Protoporphyrin IX Uptake in Photodynamic Therapy", JAMA Dermatology edizione online del 1 febbraio 2017; doi:10.1001/jamadermatol.2016.5268

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