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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Nuovo trattamento in arrivo per la vitiligine?

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Per i pazienti affetti da vitiligine si profilano nuove e promettenti opzioni di trattamento.

La vitiligine è una malattia autoimmune caratterizzata dalla distruzione di melanociti mediata dai linfociti T CD8(+), che causa la comparsa di chiazze cutanee prive di pigmentazione.

Questa condizione cronica è notoriamente difficile da trattare e può avere conseguenze significative dal punto di vista estetico, che spesso si ripercuotono negativamente sul benessere psicologico e sulla vita sociale dei pazienti che ne sono affetti.

Il trattamento con corticosteroidi topici o con inibitori della calcineurina, spesso combinati con la fototerapia, sono in grado di indurre una parziale ripigmentazione delle chiazze che compaiono sul volto o sul tronco, ma le aree acrali sembrano resistenti ai trattamenti al momento disponibili. [1,2]

Gli inibitori delle Janus chinasi, come ruxolitinib e tofacitinib, sono in grado di sopprimere i linfociti T citotossici e sono indicati per il trattamento di malattie come l'artrite reumatoide, la psoriasi volgare e l'artrite psoriasica. Al momento, tofacitinib è stato approvato per il trattamento dell'artrite reumatoide.

Nei modelli murini, l'inibizione delle JAK ha invertito l'azione mediata dai linfociti T CD8(+) nell'alopecia areata [3], una malattia a carattere infiammatorio che condivide con la vitiligine alcune caratteristiche fisiopatologiche.

Particolarmente interessante è il caso di un paziente con alopecia areata e vitiligine che ha mostrato un rapida ripigmentazione dopo l'inizio della terapia orale con ruxolitinib [4]; dopo cinque mesi di terapia con tofacitinib citrato per via orale, è stata osservata anche una significativa ripigmentazione delle aree acro-facciali [5].

Gli inibitori delle JAK per uso orale sono collegati al rischio di reazioni avverse gravi come pancitopenia, malignità e infezioni. Gli inibitori topici di JAK, al contrario, non sono collegati a rischi di questo tipo e, per questo, lo sviluppo di formulazioni di tofacitinib e ruxolitinib a uso topico per il trattamento dell'alopecia areata e della vitiligine ha sollevato grande interesse da parte della comunità medica.

Incoraggiati dai promettenti risultati degli studi su caso esistenti in letteratura, Rothstein e colleghi [6] hanno progettato uno studio proof-of-concept in cui una crema a base di ruxolitinib (1,5%, due applicazioni giornaliere) è stata impiegata per trattare la vitiligine in un piccolo gruppo di pazienti (n = 12 pazienti valutati, 11 pazienti arruolati nello studio; 54% maschi, età media 52 anni).

L'obiettivo primario era la misurazione del miglioramento percentuale rispetto all'indice VASI (Vitiligo Area Scoring Index) dal basale alla ventesima settimana di trattamento.

Nove pazienti hanno completato l'intera terapia (20 settimane) e i risultati sono stati i seguenti:

  • miglioramento del 23% rispetto all'indice VASI in tutti i pazienti alla settimana 20, i primi segni di ripigmentazione sono stati osservati a partire dalla quarta settimana
  • il più consistente miglioramento dei punteggi VASI è stato quello relativo alle aree del volto (miglioramento del 76% in quattro pazienti su quattro con vitiligine facciale)
  • tre pazienti su sette con vitiligine non acrale hanno mostrato miglioramenti significativi
  • un paziente su otto con vitiligine acrale ha mostrato un significativo miglioramento
  •  nessuno dei pazienti ha mostrato ripigmentazione nell'area del tronco e negli arti inferiori

Gli effetti collaterali del trattamento sono stati lievi e si sono manifestati con eritema, lievi eruzioni acneiche o papulari e iperpigmentazione temporanea dell'area circostante la lesione.

Poiché non erano disponibili dati relativi al follow-up, i ricercatori non hanno potuto valutare la durata della ripigmentazione nei pazienti che avevano mostrato miglioramenti durante il corso della terapia.

 

Riferimenti:

Rothstein B, Joshipura D, Saraiya A, et al. — Treatment of vitiligo with the topical Janus kinase inhibitor ruxolitinib. Journal of the American Academy Dermatology, 2017;76:1054-1060

[1] Rashighi M, Harris JE. Vitiligo pathogenesis and emerging treatments. Dermatol Clin. 2017;35:257-265. 

[2] Esmat S, Hegazy RA, Shalaby S, Chu-Sung Hu S, Lan CE. Phototherapy and combination therapies for vitiligo. Dermatol Clin. 2017;35:171-192. 

[3] Harris JE, Harris TH, Weninger W, Wherry EJ, Hunter CA, Turka LA. A mouse model of vitiligo with focused epidermal depigmentation requires IFN-gamma for autoreactive CD8(+) T-cell accumulation in the skin. J Invest Dermatol. 2012;132:1869-1876. 

[4] Harris JE, Rashighi M, Nguyen N, et al. Rapid skin repigmentation on oral rixolitinib in a patient with coexistent vitiligo and alopecia areata (AA). Journal of the American Academy Dermatology, 2016;74:370-371. 

[5] Craiglow BG, King BA. Tofacitinib citrate for the treatment of vitiligo: a pathogenesis-directed therapy. JAMA Dermatol. 2015;151:1110-1112.