link438 link439 link440 link441 link442 link443 link444 link445 link446 link447 link448 link449 link450 link451 link452 link453 link454 link455 link456 link457 link458 link459 link460 link461 link462 link463 link464 link465 link466 link467 link468 link469 link470 link471 link472 link473 link474 link475 link476 link477 link478 link479 link480 link481 link482 link483 link484 link485 link486 link487 link488 link489 link490 link491 link492 link493 link494 link495 link496 link497 link498 link499 link500 link501 link502 link503 link504 link505 link506 link507 link508 link509 link510 link511 link512 link513 link514 link515 link516 link517 link518 link519 link520 link521 link522 link523 link524 link525 link526 link527 link528 link529 link530 link531 link532 link533 link534 link535 link536 link537 link538 link539 link540 link541 link542 link543 link544 link545 link546 link547 link548 link549 link550 link551 link552 link553 link554 link555 link556 link557 link558 link559 link560 link561 link562 link563 link564 link565 link566 link567 link568 link569 link570 link571 link572 link573 link574 link575 link576 link577 link578 link579 link580 link581 link582 link583
In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Resurfacing del volto e dermatite erosiva pustolosa

estetica viso

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che la dermatite erosiva pustolosa, una condizione molto rara che generalmente colpisce il cuoio capelluto, può insorgere anche sul volto in conseguenza di trattamenti estetici di resurfacing.

Il Dr. Frank Wang della University of Michigan Medical School, e colleghi descrivono il caso di tre donne che presentavano segni di dermatite erosiva cronica dopo trattamenti di resurfacing. Le pazienti si sono rivolte alla clinica tra il 2010 e il 2016 per il trattamento delle lesioni.

"Mentre il processo di guarigione che fa seguito a questi trattamenti dura in genere qualche settimana, queste pazienti invece hanno sviluppato piaghe che non accennavano a guarire e che sono durate mesi o addirittura anni", ha spiegato il Dr. Wang. "e trattare queste pazienti si è rivelato più complicato del previsto".

Come si legge nell'articolo pubblicato nell'edizione online di JAMA Dermatology, la prima paziente aveva circa 50 anni e si era sottoposta a blefaroplastica e a trattamenti di resurfacing del volto, per mezzo di laser ablativo (Co2); nonostante la guarigione sembrasse procedere normalmente, sei settimane dopo la procedura la paziente ha sviluppato una lesione erosiva sulla fronte che si è diffusa, nei mesi successivi, ad altre aree del volto. Sia il trattamento con antibiotici che la terapia con prednisone si sono dimostrati inefficaci.

La presentazione clinica, sei mesi dopo la procedura, mostrava ancora i segni di un trattamento di resurfacing "piuttosto aggressivo" accompagnato da chiazze eritematose con pustole. Dopo che la biopsia, le colture e le analisi del sangue si sono rivelate inutili dal punto di vista diagnostico, il team ha orientato la propria diagnosi sulla dermatite erosiva pustolosa. Quattro anni dopo, dopo aver sperimentato diversi trattamenti, la paziente aveva ancora lesioni persistenti e un lieve eritema.

La seconda paziente aveva circa 60 anni e si era sottoposta a blefaroplastica associata a resurfacing con laser CO2. Dopo una guarigione pressoché completa, anche questa paziente ha sviluppato lesioni erosive e croste sulla fronte e le guance. La paziente è stata trattata con agenti antimicotici, antivirali e antibiotici. Un anno dopo la procedura di resurfacing, la paziente si è presentata di nuovo presso la clinica con lesioni, croste e un intenso eritema. La paziente è stata diagnostica con dermatite erosiva pustolosa e trattata con unguenti e valaciclovir, finché i sintomi hanno cominciato ad attenuarsi nel corso dell'anno seguente.

La terza paziente, sempre sui 60 anni, si era sottoposta a un resurfacing del volto, associato a blefaroplastica e lifting facciale, a seguito del quale aveva esibito i segni di una completa guarigione. Circa 10 settimane dopo le procedure estetiche, la paziente ha sviluppato chiazze eritematose e croste sulle guance e sulle tempie, che sono rimaste per circa 2 anni. Anche a questa paziente è stata diagnostica una dermatite erosiva pustolosa e dopo tre mesi di terapia con vari agenti antibatterici e antivirali, ha cominciato a esibire segni di guarigione che sono durati per i successivi 4 anni.

"Il tempo e una adeguata cura delle ferite sono fondamentali per la guarigione di queste lesioni cutanee", ha spiegato il Dr. Wang. "Tuttavia, per accelerare il processo di guarigione potrebbero essere necessari antiinfiammatori topici e farmaci sistemici. La causa di questa affezione cutanea è ancora oscura ma sembra essere collegata a una scarsa capacità di guarigione delle lesioni causate dal processo di resurfacing, piuttosto che da un'infezione".

"Sebbene nella maggior parte dei casi i trattamenti di resurfacing non siano associati a complicazioni", ha aggiunto il Dr. Wang, "vogliamo informare pazienti e medici circa questa rara condizione che può emergere in seguito ai trattamenti di resurfacing".

 

Riferimenti:

Mervak J.E., Gan S.D., Smith E.H., Wang F. — Facial Erosive Pustular Dermatosis After Cosmetic Resurfacing. JAMA Dermatology, edizione online del 16 agosto 2017; doi:10.1001/jamadermatol.2017.2880