link1168 link1169 link1170 link1171 link1172 link1173 link1174 link1175 link1176 link1177 link1178 link1179 link1180 link1181 link1182 link1183 link1184 link1185 link1186 link1187 link1188 link1189 link1190 link1191 link1192 link1193 link1194 link1195 link1196 link1197 link1198 link1199 link1200 link1201 link1202 link1203 link1204 link1205 link1206 link1207 link1208 link1209 link1210 link1211 link1212 link1213 link1214 link1215 link1216 link1217 link1218 link1219 link1220 link1221 link1222 link1223 link1224 link1225 link1226 link1227 link1228 link1229 link1230 link1231 link1232 link1233 link1234 link1235 link1236 link1237 link1238 link1239 link1240 link1241 link1242 link1243 link1244 link1245 link1246 link1247 link1248 link1249 link1250 link1251 link1252 link1253 link1254 link1255 link1256 link1257 link1258 link1259 link1260 link1261 link1262 link1263 link1264 link1265 link1266 link1267 link1268 link1269 link1270 link1271 link1272 link1273 link1274 link1275 link1276 link1277 link1278 link1279 link1280 link1281 link1282 link1283 link1284 link1285 link1286 link1287 link1288 link1289 link1290 link1291 link1292 link1293 link1294 link1295 link1296 link1297 link1298 link1299 link1300 link1301 link1302 link1303 link1304 link1305 link1306 link1307 link1308 link1309 link1310 link1311 link1312 link1313
In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

L'utilizzo della teledermoscopia nel monitoraggio dei nevi atipici da parte del paziente si rivela un successo

handyscope

I dispositivi mobili dotati di fotocamera possono consentire ai pazienti di monitorare efficacemente i nevi atipici, tramite l'invio delle immagini direttamente al proprio medico curante

Il monitoraggio dei nevi interessa un arco di tempo variabile fra 2,5 ed i 4,5 mesi. Durante questo periodo il 19% delle lesioni mostra segni di cambiamento e fra l'11% ed il 18% di queste evolve in forma maligna. Una comparazione fianco a fianco delle immagini che evidenzi cambiamenti significativi dal punto di vista clinico è alla base di ogni procedura di escissione della lesione.

Il monitoraggio del paziente tramite teledermoscopia si serve di un'applicazione per iPhone, DermScope, che permette di trasmettere le immagini dal paziente al medico; questa tecnologia può aiutare ad alle

viare il carico di pazienti dei medici dermatologici, che si fa sempre più alto con l'invecchiare della popolazione.

Xinyuan Wu, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, ha condotto uno studio pilota prospettico per valutare la praticabilità e l'efficacia dell'impiego della teledermoscopia nel monitoraggio a breve termine di uno o più nevi atipici. Lo studio ha seguito 34 pazienti in cura presso uno dei due dermatologi dell'istituto Sloan Kettering e di questi, 29 pazienti hanno completato il follow-up a 3 o 4 mesi, per un totale di 33 lesioni complessive monitorate.

I pazienti sono stati consultati in merito alla propria disponibilità nei confronti della pratica teledermoscopica tramite questionari preliminari e durante la fase di follow-up. Anche i familiari dei pazienti sono stati coinvolti nel sondaggio, perché potrebbe essere loro compito fotografare le lesioni poste in luoghi difficili da ra

ggiungere per il paziente. I due dermatologi sono stati incaricati della valutazione di immagini dermoscopiche standard, mentre uno specialista in teledermoscopia è stato incaricato della valutazione a distanza delle immagini acquisite, per eventuali cambiamenti clinicamente rilevanti delle lesioni (tra questi rientravano sia le differenze d'aspetto non attribuibili agli effetti dell'abbronzatura sia i cambiamenti nel numero di Milia).

Questo approccio è stato bene accolto dai pazienti, che si sono dimostrati entusiasti di poter partecipare al monitoraggio del loro stato di salute, e si è rivelato anche accurato dal punto di vista clinico. Delle 33 coppie di immagini studiate, 30 erano di qualità sufficiente a permettere un'esame della lesione da parte dello specialista in teledermoscopia. "Confrontate con le valutazioni cliniche dei nevi da parte del dermatologo (25 lesioni rimaste invariate e 4 che mostravano segni di cambiamento), le valutazioni compiute tramite teledermoscopia concordavano con tutte le raccomandazioni cliniche tranne nel caso di una lesione, per la quale indirizzavano invece verso una diagnosi più conservativa, con conseguente coefficiente kappa di 0,87" hanno dichiarato PhD Monika Janda, della Queensland University of Technology, e gli altri coautori nell'editoriale che accompagnava lo studio.

I ricercatori ipotizzano che rispetto alle immagini o

ttenu

te con mezzi convenzionali, le immagini ottenute per mezzo di teledermoscopia siano in grado di rivelare cambiamenti anche minimi, a dispetto della peggiore qualità delle immagini. "I soggetti ad alto rischio, così come i pazienti curati con successo a seguito di un melanoma, necessitano di un monitoraggio regolare", spiegano Janda e colleghi, "il che può comportare un notevole onere per i pazienti, nonchè per i medici e per l'intero sistema sanitario". Uno studio precedente, che aveva tentato di integrare la teledermoscopia fra i metodi di monitoraggio primari, aveva avuto meno successo: "I medici di famiglia hanno riferito di numerosi ostacoli, tra i quali: problemi con la connettività Internet, allungamento dei tempi delle visite e la presenza di argomenti non relativi al monitoraggio dei nevi che tuttavia vengono discussi durante la visita".

L'integrazione del monitoraggio teledermoscopico da parte del paziente fra le pratiche standard dovrà tener conto sia degli specifici requisiti tecnici che delle particolarità di utilizzo da parte dei pazienti, senza contare gli aspetti di integrazione e scalabilità già evidenziati da Janda e colleghi, che concludono: "I risultati di Wu e colleghi forniscono un ulteriore supporto a favore della fattibilità dell'integrazione clinica della teledermoscopia basata su dispositivi mobili".

Riferimenti:

JAMA Dermatology. Published online January 28, 2015.