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Le iniezioni con filler possono provocare occlusioni dell'arteria oftalmica

filler injection

Un recente studio mette in luce come l'uso off-label di filler nella zona della fronte possa causare diversi tipi di occlusione dell'arteria oftalmica.

 Le conseguenze possono anche essere gravi, a seconda del sito e delle dimensioni dell'occlusione, nonché del tipo di filler usato; i casi peggiori sono, secondo lo studio, legati alle iniezioni con filler autologo.

"Medici e pazienti devono prendere atto del fatto che questo genere di procedura può causare complicanze disastrose, anche se rare, fra le quali cecità permanente, necrosi della pelle del volto e persino ictus. Esperienza, conoscenze approfondite e grande cautela devono sempre contraddistinguere queste procedure, tanto nella fase preparatoria che nella fase di esecuzione", ha detto il Dr. Kyu Hyung Park della Seoul National University College of Medicine, autore dello studio.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati a marzo in JAMA Ophthalmology. Il team di ricercatori coreani ha esaminato i dati clinici di 44 pazienti con occlusione dell'arteria oftalmica, a seguito di iniezioni con filler. Le occlusioni sono state classificate come localizzate o diffuse. Le occlusioni diffuse hanno come conseguenza una diminuita perfusione retinica o coroidali, interessando l'interezza della retina e della coroide, con conseguenti ridotte capacità visive. Le occlusioni localizzate interessano invece le sole regioni vascolarizzate focali della retina o della coroide.

I ricercatori hanno poi ulteriormente suddiviso le due categorie di occlusioni in tre ulteriori sotto-tipologie. Le occlusioni diffuse sono state suddivise nelle tre categorie: occlusione dell'arteria oftalmica con insufficienza della retina e della coroide (17 pazienti), occlusione generalizzata dell'arteria ciliare posteriore (3 pazienti) e occlusione centrale dell'arteria retinica (8 pazienti). Le occlusioni diffuse sono state suddivise nelle categorie: occlusione localizzata dell'arteria ciliare posteriore (4 pazienti), occlusione dell'arteria retinica (10 pazienti) e neuropatia ottica ischemica (2 pazienti).

Le occlusioni sembrano essere collegate al tipo di filler impiegato, tanto in termini di probabilità di comparsa che in termini di esito. Il team di ricercatori ha scoperto che i pazienti che avevano ricevuto iniezioni di filler autologo erano generalmente i più colpiti da occlusioni diffuse e lesioni cerebrali.

Quasi l'86% dei pazienti coinvolti nello studio che avevano ricevuto iniezioni di filler autologo soffrivano di occlusioni diffuse, rispetto al 39% dei pazienti trattati con acido ialuronico (p=0,007). Le scansioni cerebrali effettuate nel corso dello studio hanno evidenziato lesioni nel 46% dei pazienti trattati con filler di grasso autologo, mentre nei pazienti trattati con acido ialuronico la percentuale di lesioni era dell'8% (p=0,03).

"I medici devono usare la massima cautela e monitorare costantemente i pazienti che si sottopongono a iniezioni con filler di grasso autologo", ha commentato il Dr. Park. Tuttavia, lo studio ha evidenziato come il numero ed il sito delle iniezioni non sembri essere collegato con il tipo di occlusioni né con gli esiti in termini di capacità visive.

"La differenza di risultati fra iniezioni con grasso autologo e acido ialuronico è stata una delle scoperte più interessanti dello studio", ha dichiarato il Dr. Richard Roe del Retina-Vitreous Associates Medical Group di Los Angeles. "Anche se ancora rare, le prove dell'esistenza di questo tipo di rischi stanno crescendo". Lo stesso Dr. Roe ha pubblicato una serie di studi su casi nella stessa rivista a marzo del 2014, illustrando casi di cecità permanente e di disabilità visiva in pazienti che avevano ricevuto iniezioni alla fronte, con tre diversi tipi di filler.

"Dato il drammatico aumento di iniezioni facciali di filler a scopo cosmetico negli ultimi dieci anni, non c'è da sorprendersi se emergono sempre più casi di complicanze anche gravi", ha detto il Dr. Roe. "Questi risultati non fanno che confermare il fatto che queste procedure cosmetiche non sono prive di rischi e che la possibilità di danni permanenti alla vista, per quanto remota, dovrebbe essere discussa nell'ambito del consenso informato".

 

Riferimenti:

JAMA Ophthalmology, 2014.

 

BP-PB