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Emocolture non necessarie nei pazienti pediatrici con SSTI

emocoltura

Gli autori di un recente studio retrospettivo hanno concluso che i pazienti pediatrici immunocompetenti con semplice infezioni superficiali della pelle e dei tessuti molli (SSTI) non hanno bisogno di sottoporsi ad emocolture al momento del ricovero in ospedale.

In uno studio pubblicato online il 10 giugno sul Pediatric Infectious Disease Journal la Dr.ssa Susanna Hernandez-Bou, dell'Ospedale Sant Joan de Deu Barcelona in Spagna, e colleghi scrivono che i pazienti con SSTI che vengono ricoverati in ospedale per un trattamento antibiotico per via parenterale vengono spesso sottoposti ad emocolture.

I ricercatori fanno anche notare come l'impiego diffuso del vaccino dell'Haemophilus influenzae e del vaccino contro la varicella abbia ridotto i tassi di batteriemia nei pazienti con SSTI, mentre non è stato dimostrato in questi pazienti alcun legame tra la batteriemia e la gravità dell'infezione.

"Sulla base di questi dati, la pratica sistematica di sottoporre ad emocolture i pazienti affetti da SSTI semplici è da mettere in discussione, ma la maggior parte di questi studi è stata pubblicata prima dell'incremento su scala mondiale delle infezioni da Stafilococco Aureo resistenti alla meticillina", scrivono la Dr.ssa Hernandez-bou e colleghi.

I ricercatori hanno anche aggiunto che nella loro regione il vaccino coniugato del pneumococco e quello della varicella non fanno parte del programma ufficiale di vaccinazione e che esistono poche informazioni sulla prevalenza di batteriemia o CA-MRSA nei pazienti pediatrici affetti da SSTI.

Per studiare la resa diagnostica dell'emocoltura in questi pazienti e per determinare la frequenza di SSTI causati da CA-MRSA, i ricercatori hanno esaminato 445 bambini ricoverati in ospedale per il trattamento di una SSTI. La cellulite è stata la diagnosi più comune, interessando il 78,2% dei pazienti, mentre il 17,5% ha avuto una diagnosi di ascesso e il 4,3% di impetigine.

Su 353 di questi pazienti sono state eseguite delle emocolture, due dei pazienti (0,6%) sono risultati positivi, rispettivamente, allo Stafilococco aureo e allo Streptococco ? emolitico di gruppo A. Entrambi i pazienti hanno reagito bene alla terapia antibiotica empirica. Dieci delle emocolture eseguite erano state contaminate.

In un terzo dei pazienti che hanno preso parte allo studio sono state effettuate emocolture da ferita, 98 delle quali (66,2%) sono risultate positive. Il 20% dei pazienti con cellulite è stato sottoposto ad emocoltura, rispetto al 77% dei pazienti con ascesso. In 82 pazienti è stata rilevata la presenza di Stafilococco aureo e in 22 di questi (14,9% delle emocolture da ferita) è stato rilevato CA-MRSA.

Durante i quattro anni del periodo di studio, la prevalenza di MRSA non è cambiata. La degenza media dei pazienti è stata di quattro giorni, ma mentre i pazienti sottoposti a emocolture hanno avuto una degenza media di quattro giorni, i pazienti non sottoposti a emocoltura hanno avuto una degenza di soli tre giorni.

"Nel nostro campione, non è stato individuato alcun caso di batteriemia nei pazienti con SSTI causate da CA-MRSA," scrivono i ricercatori. "Sebbene questo risultato si allinei con quelli dei recenti studi pubblicati negli Stati Uniti, esso deve essere interpretato con cautela a causa del basso numero di pazienti con CA-MRSA analizzato. Pertanto resta essenziale il monitoraggio continuo sia del tasso che delle caratteristiche cliniche dei pazienti con SSTI causate da CA-MRSA".

Gli autori dello studio concludono dicendo: "L'emocoltura non è utile nella gestione di pazienti pediatrici immunocompetenti ricoverati per SSTI semplici e la sua sistematica esecuzione come pratica di routine dovrebbe essere evitata".

 

Riferimenti:

The Pediatric Infectious Disease Journal, 34, 7, July 2015.