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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Lupus, la mortalità aumenta del 67%

increasing risk

Secondo i risultati di un'analisi sul tasso di mortalità da lupus, condotta nel Regno Unito fra il 1999 e il 2012, il tasso di mortalità nei pazienti affetti da lupus sistemico eritematoso (SLE) è più alto del 67% rispetto alla popolazione adulta non colpita da SLE.

Il tasso di mortalità è stato rilevato essere tre volte più alto per i pazienti con SLE di età inferiore ai 40 anni, rispetto ai coetanei non affetti da SLE.

Il Dr. Frances Rees, del dipartimento di Reumatologia, Ortopedia e Dermatologia dell'Università di Nottingham, e colleghi, hanno pubblicato la loro analisi nell'edizione online del 28 gennaio di Rheumatology.

"Questi dati suggeriscono che i medici dovrebbero essere particolarmente attenti nel trattare questa patologia, specialmente quando in fase attiva nei giovani adulti, e nel porre l'accento su diagnosi e trattamenti tempestivi", scrivono i ricercatori.

"In tutti gli adulti, l'enfasi dovrebbe essere posta sulla necessità di screening regolari e sui protocolli di gestione dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e lo sviluppo di tumori maligni, come peraltro raccomandato dalle linee guida internazionali".

Lo studio retrospettivo di coorte ha confrontato i tassi di mortalità di 2.740 pazienti con lupus con quelli di soggetti controllo simili per età, sesso e clinica di riferimento, i dati sono raccolti tramite il database UK Clinical Practice Research Datalink. Ogni nuovo caso di SLE emerso fra il 1999 e il 2012 è stato abbinato a quattro partecipanti del gruppo di controllo e i risultati sono stati confrontati con le statistiche generali relative ai tassi di mortalità.

I ricercatori hanno identificato 2.740 pazienti affetti da SLE, 227 dei quali sono morti, per un tasso di mortalità pari a 15,84/1000 persone-anno Fra i 10.922 individui del gruppo di controllo, si sono verificate 553 morti, pari ad un tasso di mortalità di 9,51/1000 persone-anno (95% intervallo di confidenza, 8.75 — 10.34). Il tasso di mortalità è stato pari a 1,67 (95% CI, 1.43 — 1.94) per i casi contro i controlli.

L'analisi ha anche mostrato che gli individui di sesso maschile colpiti da SLE avevano un tasso di mortalità più alto rispetto alle donne colpite da SLE. I soggetti maschi con SLE avevano inoltre l'80% in più di probabilità di morire rispetto agli uomini senza SLE e le donne colpite da SLE avevano una probabilità di morire più alta del 64% rispetto ai soggetti di sesso femminile senza SLE.

Le malattie dell'apparato cardiocircolatorio sono state la causa di morte più comune fra i pazienti affetti da SLE e il la seconda causa di morte più comune nei controlli. La presenza di tumori maligni è stata la causa di morte più comune nei controlli e la seconda causa di morte più comune nei pazienti affetti da SLE. Le patologie a carico del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo sono state la terza più comune causa di morte nei pazienti con SLE.

Gli autori sottolineano che i miglioramenti apportati ai protocolli terapeutici per il trattamento del SLE sembrano aver ridotto la mortalità dovuta alle patologie muscolo-scheletriche e relative al tessuto connettivo, tuttavia i pazienti con lupus continuano ad avere tassi di mortalità più alti (specialmente i soggetti più giovani) rispetto ad individui con caratteristiche simili non affetti da lupus. Essi evidenziano la necessità di maggiori studi e maggiori sforzi volti a ridurre la mortalità tra i giovani con SLE.

Riferimenti:

Rheumatology, edizione online del 8 gennaio 2016; doi: 10.1093/rheumatology/kev424