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L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Calvizie e rischio di cancro alla prostata

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Nel corso degli ultimi due decenni, è stato più volte sottolineato come la calvizie maschile sia associata a un maggior rischio di cancro alla prostata.

Il collegamento ha teoricamente senso anche in termini di fisiologia, considerato il ruolo che gli androgeni giocano nella calvizie e nello sviluppo del cancro alla prostata, inoltre entrambe le condizioni hanno un elevato grado di ereditarietà.

A dispetto di ciò, i fattori di rischio ufficiali per il cancro alla prostata continuano ad essere l'età avanzata, la razza nera, l'ereditarietà e le aberrazioni genetiche come le mutazioni BRCA. 

Ora un nuovo studio ha portato in primo piano la questione della calvizie come fattore di rischio: per la prima volta, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che esiste un collegamento fra la calvizie e il tasso di mortalità legato al cancro alla prostata.

Secondo i risultati dell'analisi dei dati del vasto studio prospettico di coorte condotto negli Stati Univti e conosciuto come National Health and Nutrition Examination Survey Epidemiologic Follow-up Study (NHEFS), il rischio è 1,5 volte più alto negli uomini calvi rispetto a quelli non colpiti da calvizie. I risultati sono stati pubblicati nel numero di febbraio del American Journal of Epidemiology.

Lo studio NHEFS rappresenta una "risorsa unica" secondo il Dr. Michael Cook, epidemiologo della divisione oncologica del National Cancer Institute (NCI) di Bethesda, e colleghi.

I ricercatori spiegano che, fra tutti i database usati per mostrare l'associazione fra calvizie e cancro alla prostata, il NHEFS si è distinto per il follow-up medio sufficientemente lungo (21 anni) per valutare il tasso di mortalità. L'altro "enorme vantaggio" è dato dal fatto che i soggetti inclusi nel database hanno ricevuto una valutazione sullo stato della calvizie al baseline.

I ricercatori hanno esaminato i dati provenienti da 4.316 uomini nella coorte NHEFS che al baseline (1971-1974) avevano un età compresa fra i 25 e i 74 anni e non avevano ricevuto una precedente diagnosi di cancro. Ad oggi, le morti nella coorte sono state 3.284, 107 delle quali causate dal cancro alla prostata.

Nei modelli multi-variabile, il rischio di mortalità per il cancro alla prostata era più alto del 56% negli uomini con calvizie (di qualsiasi entità) rispetto agli uomini non colpiti da calvizie (hazard ratio [HR] 1,56; 95% intervallo di confidenza [CI], 1,02 — 2,37). In particolare, il rischio è stato rilevato essere dell'83% più alto negli uomini con calvizie moderata (HR 1,83; 95% CI, 1,15 — 2,92).

Nonostante i risultati, il Dr. Cook sottolinea come la calvizie non sia ancora considerata un fattore di rischio per il cancro alla prostata, ma aggiunge: "noi ipotizziamo che in futuro dati come il grado e il tipo di calvizie maschile giocheranno un ruolo, per quanto minimo, nella stima del rischio di cancro alla prostata".

Un urologo non coinvolto nello studio ha commentato la pubblicazione in maniera molto simile: "in termini di mortalità specifica per una singola patologia, un aumento del rischio del 50% è importante seppur modesto", ha dichiarato il Dr. Stephen Freedland, del Cedars-Sinai Samuel Oschin Comprehensive Cancer Institute di Los Angeles.

Riferimenti:

American Journal of Epidemiology, edizione online 12 gennaio 2016; doi: 10.1093/aje/kwv190