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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Agrumi e melanoma: esiste un collegamento?

agrumi

I risultati di un recente studio di coorte a lungo termine sembrano indicare che gli individui con un alimentazione ricca di agrumi, in particolar modo di pompelmi, potrebbero essere esposti a un rischio moderatamente maggiore di sviluppare melanomi maligni, probabilmente a causa dell'ingestione dei composti foto-sensibilizzanti presenti negli agrumi.

Durante follow-up durato oltre due decenni, che ha coinvolto più di 100.000 operatori sanitari, sono emersi dati che indicano che gli individui che mangiano agrumi con una frequenza di 1,6 volte al giorno o superiore hanno un rischio di sviluppare un melanoma più alto del 36% rispetto agli individui con un'alimentazione meno ricca di agrumi (meno di due volte alla settimana). Queste le conclusioni riportate dal Dr. Abrar A. Quereshi, della Brown University di Providence, e colleghi della Harvard Medical School e della School of Public Health di Boston.

Tuttavia, nell'editoriale che accompagna l'articolo, un dermatologo fa notare come i risultati dello studio mostrino soltanto un'associazione e non una causalità, mentre sono stati documentati gli effetti positivi degli agrumi su molti altri aspetti della salute umana. Lo studio e l'editoriale che lo accompagna sono stati pubblicati il 29 giugno nell'edizione online del Journal of Clinical Oncology.

"Ci siamo interessati all'argomento principalmente per via della ben nota presenza di composti foto-attivi in molti agrumi, volevamo vedere se il consumo di frutta e verdura ricche di questo tipo di composti fosse associata a un maggior rischio per quanto riguarda il melanoma", ha dichiarato il Dr. Quereshi.

 Nello studio il Dr. Quereshi e colleghi hanno ipotizzato, data la presenza negli agrumi di composti chimici foto-sensibilizzanti detti psoraleni, che un'assunzione abbondante di agrumi e di alimenti derivati dagli agrumi potesse, nel corso del tempo, rendere gli individui più suscettibili al rischio di melanoma rispetto a coloro che raramente consumano arance, pompelmi, mandarini, limoni e loro simili.

Gli psoraleni vengono da tempo impiegati nel trattamento di disordini cutanei come la psoriasi grave, per rendere la pelle più sensibile alla radiazione ultravioletta UVA. Gli autori dello studio hanno spiegato che alcuni studi sperimentali hanno messo in luce le caratteristiche fotocarcinogeniche degli psoraleni ed esistono dati epidemiologici che suggeriscono che l'esposizione a lungo termine agli psoraleni e alla fototerapia a base di radiazione UVA costituisca un fattore di rischio per il melanoma maligno.

"Gli psoraleni sono stati usati come attivatori del processo abbronzante fino al 1996 e gli individui che hanno utilizzato attivatori dell'abbronzatura a base di psoraleni hanno mostrato un maggiore rischio di sviluppare melanomi. Anche i soggetti che hanno fatto uso di creme solari contenenti psoraleni hanno visto un significativo incremento del rischio di melanoma rispetto agli utilizzatori di creme solari non arricchite con questi composti. Il risultato è stata l'imposizione, negli ultimi anni, di una severa serie di restrizioni sui prodotti cosmetici e sulle lozioni solari contenenti psoraleni", scrivono gli autori dello studio.

 

Lo studio

Per analizzare la situazione, il Dr. Quereshi e colleghi hanno attinto ai dati provenienti da due enormi studi prospettici di coorte, estrapolando i dati relativi a 63.810 donne che hanno preso parte al Nurses' Health Study dal 1984 al 2010 e quelli relativi a 41.622 uomini coinvolti nel Health Professionals Follow-up Study dal 1986 al 2010.

Nell'intera coorte sono stati rilevati 1.840 casi di melanoma, durante il periodo di follow-up di 24-26 anni.

Nell'analisi multi-variabile, corretta per statura e peso, fumo di sigaretta, attività fisica, assunzione di integratori a base di vitamina C, profilo ormonale e stato di menopausa/postmenopausa nei soggetti femminili, storia familiare ed esposizione personale a fattori di rischio già noti, i ricercatori hanno riscontrato una relazione dose-dipendente tra il consumo di agrumi e il rischio di melanoma.

Consumo di agrumi Rapporto di Rischio Intervallo di confidenza 95%
Meno di 2/settimana 1.00  (valore di riferimento)
2-4 volte alla settimana 1.10 0.94 — 1.30
5-6 volte alla settimana 1.26 1.08 — 1.47
1-1,5 volte al giorno 1.27 1.09 — 1.49
≥ 1,6 volte al giorno 1.36 1.14 — 1.63 (P < .001)

Durante l'analisi dei diversi prodotti alimentari a base di agrumi, suddivisi per tipologia, l'associazione più forte è stata rilevata fra il melanoma e il consumo di pompelmi (rapporto di rischio corretto per i maggiori consumatori 1,41 P < .001), mentre la seconda associazione più forte è stata quella tra melanoma e consumo di succo di arancia (rapporto di rischio corretto per i maggiori consumatori 1,25 P < .001).

Gli autori fanno inoltre notare come né il consumo di succo di pompelmo né quello di arance intere sia risultato essere associato ad un aumento del rischio di melanoma.

Come abbiamo già accennato poco sopra, tuttavia, la correlazione non è causalità e lo studio, benché importante, non soddisfa i criteri necessari a stabilire un collegamento diretto fra il consumo di agrumi e/o prodotti derivati e il rischio di melanoma.

"Questo è uno studio potenzialmente importante, dato che il consumo di agrumi viene ampiamente promosso come benefico per la salute umana e dato che sono stati dimostrati i suoi benefici in termini di coronaropatie, prevenzione del cancro e salute globale. Inoltre al momento è necessario evitare assolutamente che la popolazione reagisca in maniera eccessiva e che cerchi di evitare di consumare agrumi e alimenti da essi derivati", ha scritto la Dr.ssa Marianne Berwick della New Mexico Uiversity di Albuquerque.

La Dr.ssa Berwick fa inoltre notare che "alcuni fattori limitano l'impatto di questo studio". Ad esempio, i pazienti con melanoma hanno esibito patologie a basso rischio rispetto ai pazienti analizzati da altri studi nonché rispetto alla popolazione generale (valutazione effettuata sulla base di una media dello spessore di Breslow di 0,63 mm rispetto a lesioni con uno spessore medio da 1,28 a 1,49 millimetri documentate in altri studi).

Ella fa inoltre notare come l'associazione con il rischio di melanoma sia stata inconsistente stando ai dati dell'analisi individuale di differenti tipi di agrumi. In ultimo, la Dr.ssa Berwick fa notare come i soggetti con una storia clinica di tumore cutaneo non melanomatoso, che sono considerati ad alto rischio di melanoma, siano stati esclusi dallo studio e come lo studio abbia associato un maggior rischio di melanoma ai soggetti sottoposti all'esposizione UV in maniera continua, ma non a quelli esposti in maniera intermittente (un dato che contrasta con quanto emerge dalla letteratura sul tema).

Lo studio è stato supportato dal National Cancer Institute.

 

Riferimenti:

Journal of Clinical Oncology, Published online June 29, 2015. doi: 10.1200/JCO.2014.57.4111