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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Due diffusi antibiotici si dimostrano ugualmente efficaci contro le infezioni cutanee

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Uno studio controllato e randomizzato ha messo in luce come i pazienti ambulatoriali colpiti da infezioni cutanee trattati con clindamicina o cotrimossazolo ((sulfametossazolo e trimetoprim in rapporto di 1:5) abbiano avuto rischi e benefici simili, osservazione che ha condotto il team di ricercatori a concludere che i due regimi antibiotici sono da considerarsi essenzialmente equivalenti.

Il Dr. Loren G. Miller, del Los Angeles Biomedical Research Institute e del dipartimento di Malattie Infettive della Harbor–University of California di Los Angeles, e colleghi hanno esposto i risultati del loro studio clinico randomizzato in un articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Gli autori dello studio fanno notare come lo stafilococco aureo resistente alla meticillina (MRSA) sia responsabile per la maggior parte delle infezioni cutanee dei 14,2 milioni di pazienti ambulatoriali americani che si presentano ogni anno nelle cliniche, nonché degli oltre 850.000 pazienti che ogni anno necessitano di ricovero. Farmaci da banco a buon mercato promettono di tenere a bada le infezioni da MRSA e sebbene alcuni di questi possano mostrarsi effettivamente efficaci, sono stati condotti pochi studi su questi agenti farmacologici. Inoltre la maggior parte delle lesioni da cellulite non può essere adeguatamente sottoposta a coltura, lasciando spazio a dubbi circa l'agente responsabile dell'infezione.

Per questo motivo, fra il maggio 2009 e l'agosto 2011, i ricercatori hanno coinvolto nel loro studio un campione di 524 bambini e adulti con infezioni cutanee prive di complicazioni. Di questi pazienti 280 erano affetti da cellulite, 160 presentavano ascessi di dimensioni superiori ai 5cm e 82 esibivano lesioni sia da ascesso che da cellulite. In due casi le lesioni non esibivano caratteristiche distintive e le lesioni dei bambini erano di dimensioni ridotte. Un gruppo composto da 264 pazienti è stato assegnato a ricevere due compresse da 150 mg di clindamicina tre volte al giorno per 10 giorni, mentre un secondo gruppo composto da 260 partecipanti è stato assegnato alla terapia a base di due compresse contenenti 160 mg di trimetoprim e 800 mg di sulfametossazolo due volte al giorno per 10 giorni. I bambini coinvolti nello studio hanno ricevuto sospensioni liquide di dosi frazionate rispetto al loro peso corporeo.

I ricercatori hanno testato le colture provenienti dai campioni di 296 pazienti e hanno trovato stafilococco aureo in 217 (73,3%) casi. I tassi di guarigione nel gruppo cotrimossazolo e in quello clindamicina non differivano significativamente", scrivono il Dr. Miller e coautori. "Il tasso di guarigione con cotrimossazolo si è assestato in un range compreso fra i 5 punti percentuali in più e i 7-10 punti percentuali in meno rispetto al tasso di guarigione con clindamicina, sulla base di intervalli di confidenza del 95% per le differenze nella popolazione e per la popolazione che è stato possibile valutare".

In un editoriale che ha accompagnato lo studio, il Dr. Michael R. Wessels, del dipartimento di Malattie Infettive del Boston Children's Hospital e del dipartimento di Medicina Pediatrica della Harvard Medical School di Boston, ha sottolineato come, sebbene i risultati dello studio indichino che i due regimi sono piuttosto simili, lo studio stesso è stato concepito come uno studio di superiorità e non come uno studio di non-inferiorità, fattore che complica l'interpretazione dei risultati.

"La struttura dello studio oscura possibili differenze tra i risultati dei due principali sottogruppi, differenze che favoriscono il cotrimossazolo per il trattamento degli ascessi e la clindamicina per la cellulite. È emersa una differenza non significativa a favore del cotrimossazolo nei pazienti che presentavano solo ascesso o ascesso e cellulite, mentre è stata rilevabile una differenza non significativa a favore della clindamicina in coloro che presentavano cellulite senza ascesso", scrive il Dr. Wessels.

Egli osserva inoltre che i criteri di esclusione impiegati dallo studio potrebbero aver mascherato un tasso di fallimento superiore per il cotrimossazolo nei pazienti affetti da cellulite. "Rimane la necessità di ulteriori studi clinici concepiti specificamente per individuare le terapie più efficaci per il trattamento di ascessi cutanei e cellulite in pazienti con condizioni di più severa entità e nei pazienti con sottostante malattia cronica".

Gli autori sottolineano l'inclusione di bambini e adulti, così come la varietà etnica e di provenienza geografica dei partecipanti tra i punti di forza dello studio. "In sintesi, non abbiamo riscontrato alcuna differenza significativa tra l'efficacia di clindamicina e cotrimossazolo nel trattamento delle infezioni cutanee nei bambini e negli adulti con condizioni coesistenti significative scarse o del tutto assenti", concludono gli autori.

Il sostegno finanziario per lo studio è stato fornito dal National Institutes of Allergy and Infectious Diseases e dal National Center for Research Resources. Vari autori hanno riferito di aver ricevuto sostegno finanziario da Cubist, Durata, Pfizer, EMMES, AstraZeneca, Theravance, Trius, Merck e Cerexa. I rimanenti autori e il commentatore non hanno riferito di alcuna relazione finanziaria rilevante.

 

Riferimenti:

The New England Journal of Medicine. 2015;372:1093-1103, 1164-1165; doi: 10.1056/NEJMoa1403789