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Melanoma: terapie adiuvanti e vaccini peptidici non migliorano il tasso di sopravvivenza

melanoma examination

La terapia coadiuvante a base di GM-CSF (il fattore stimolante le colonie di macrofagi granulociti) e il vaccino peptidico non hanno migliorato le prospettive di sopravvivenza dei pazienti affetti da melanoma ad alto rischio in uno studio di fase 3 pubblicato a settembre sul Journal of Clinical Oncology.

"Probabilmente il GM-CSF può ancora giocare un ruolo nell'immunoterapia combinata contro il melanoma", ha dichiarato il Dr. David H. Lawson, del Winship Cancer Institute di Atlanta. "Potrebbe anche avere un ruolo come agente singolo nel trattamento delle metastasi viscerali resecate nei pazienti che non tollerano terapie più tossiche, ma questo è ancora da dimostrare. Sui vaccini invece, bisogna ancora lavorare".

I primi studi clinici avevano suggerito un possibile beneficio della terapia adiuvante con GM-CSF o vaccino peptidico nei pazienti con melanoma in stadio avanzato e altri studi avevano indicato che il GM-CSF avrebbe potuto migliorare la risposta al vaccino peptidico.

Il team di ricercatori guidato dal Dr. Lawson's ha osservato gli effetti di GM-CSF e del vaccino peptidico multiepitopo in uno studio di fase 3 condotto su 815 pazienti con melanoma ad alto rischio di stadio da III a IV completamente resecato.

Nei pazienti che hanno ricevuto GM-CSF, la sopravvivenza globale mediana è stata di 10,3 mesi più lunga rispetto ai pazienti trattati con placebo mentre la sopravvivenza libera da recidiva (RFS) è stata più lunga di 2,6 mesi, ma la differenza tra i due gruppi è rimasta al di sotto della significatività statistica.

In maniera analoga, la terapia con vaccino peptidico ha aumentato numericamente il tasso di sopravvivenza globale e di sopravvivenza libera da recidiva ma in entrambi i casi la differenza non è stata statisticamente significativa, stando a quanto pubblicato nell'edizione online del Journal of Clinical Oncology.

Lo stato dell’antigene HLA-A2 (HLA-2) non ha influito sull'outcome dei pazienti, così come la somministrazione di GM-CSF non ha migliorato significativamente l'outcome dei pazienti trattati con il vaccino peptidico.

Analisi esplorative hanno evidenziato il miglioramento della sopravvivenza globale nei pazienti con metastasi viscerali trattati con GM-CSF, mentre il vaccino peptidico è apparso in grado di migliorare la sopravvivenza libera da recidiva in pazienti con tumori di stadio IIIC/M1a ma di peggiorarla nei pazienti con malattia allo stadio M1b o M1c.

L’incidenza degli eventi avversi correlati al trattamento è stata più alta fra i pazienti trattati con GM-CSF e vaccino peptidico, ma la differenza rispetto al gruppo di controllo non è stata statisticamente rilevante.

"Nel complesso, i risultati sono stati negativi, il che è deludente" ha commentato il Dr. Lawson. "Tuttavia le analisi sui sottogruppi, seppur considerando tutti i difetti e i limiti di questo tipo di analisi, hanno mostrato una possibile differenza nella risposta a seconda che i pazienti avessero metastasi viscerali o non viscerali resecate".

Il Dr. Lawson ha poi aggiunto che "I peptidi, il vaccino adiuvante o la modalità di somministrazione utilizzati nello studio potrebbero non essere stati ottimali" e ha concluso dicendo: "Al momento è prematuro rinunciare all'idea dell'impiegare i vaccini come metodo per indurre il sistema immunitario ad attaccare le cellule tumorali, così come sarebbe stato prematuro rinunciare alla stessa immunoterapia qualche anno fa".

Riferimenti:

Journal of Clinical Oncology, 8 settembre 2015; doi: 10.1200/JCO.2015.62.0500