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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Una terapia per il melanoma che conquista l'Europa

lab testing

Un nuovo trattamento per il melanoma, da iniettare direttamente nelle lesioni, è stato raccomandato per l'approvazione in Europa.

Il prodotto, talimogene laherparepvec (Imlygic, Amgen), viene descritto come la prima immunoterapia oncolitica ed è "destinato all'uso in adulti con melanoma non operabile, con metastasi locali o distanti (stadio IIIB, IIIC, e IVM1a) senza interessamento di ossa, cervello, polmoni", secondo quanto comunicato dall'agenzia europea per il farmaco (EMA).

Il farmaco è anche stato recentemente raccomandato per l'approvazione negli Stati Uniti, dove sarà commercializzato come T-VEC. La decisione finale dell'agenzia americana FDA è attesa per il 27 ottobre.

Talimogene laherparepvec è un ATMP derivato da un virus che è stato modificato geneticamente per infettare e uccidere le cellule tumorali. La raccomandazione per l'approvazione è basata su una valutazione effettuata dal Comitato per le Terapie Avanzate (CAT), ossia il comitato di esperti dell'agenzia europea per gli ATMP.

L'EMA spiega che il prodotto è derivato dal virus herpes simplex, modificato geneticamente per infettare e replicarsi all'interno delle cellule tumorali e produrre la proteina fattore stimolante le colonie granulocitarie-macrofagiche (GM-CSF). Il funzionamento è duplice: il virus modificato penetra la cellula tumorale e usa le riserve energetiche della cellula stessa per replicarsi, causandone la morte; al tempo stesso, grazie alla produzione di proteina GM-CSF, il sistema immunitario del paziente viene stimolato a individuare e distruggere le cellule tumorali.

Una volta che una cellula tumorale infettata muore, copie del virus vengono rilasciate nel sangue del paziente, pronte ad infettare altre cellule tumorali. L'agenzia sottolinea che, sebbene il prodotto possa penetrare nelle cellule sane, esso non è in grado di replicarsi in queste cellule e quindi non può distruggerle.

La raccomandazione per l'approvazione si basa sui dati di efficacia che provengono da uno studio randomizzato controllato (noto come OPTiM condotto su adulti con melanoma metastatico non operabile. Lo studio ha coinvolto 436 pazienti: 295 pazienti sono stati trattati con talimogene laherparepvec e 141 pazienti sono stati trattati con GM-CSF.

Secondo quando dichiarato da EMA, l'analisi del sottogruppo di pazienti la cui malattia non si era diffusa agli organi interni (249 pazienti con malattia allo stadio IIIB, IIIC, e IVM1a) ha mostrato un beneficio nei pazienti trattati con talimogene laherparepvec, con un tasso di risposta durevole del 25% rispetto all'1% ottenuto con la sola GM-CSF.

L'agenzia ha sottolineato come il parametro di risposta durevole sia stato definito come la scomparsa dei tumori o come una riduzione di almeno il 50% dei tumori, per un periodo di almeno 6 mesi.

L'agenzia ha fatto sapere che un'analisi esplorativa in questi pazienti ha indicato un miglioramento nel tasso di sopravvivenza nei pazienti trattati con talimogene laherparepvec, ma è stato anche aggiunto che "questo risultato non è ancora del tutto chiaro". Inoltre, non ci sono dati di confronto con le altre terapie approvate per il melanoma, che hanno già dimostrato di migliorare la sopravvivenza globale.

Nel complesso, il comitato di esperti ha deliberato che il prodotto è relativamente ben tollerato dai pazienti ed ha concluso che i benefici del medicinale sono superiori ai suoi rischi.

Lo studio OPTiM è stato pubblicato a Maggio nel Journal of Clinical Oncology. I dati contenuti nella pubblicazione sono un po' diversi da quelli citati da EMA: nello studio pubblicato il tasso di risposta durevole con il prodotto è riportato al 16,3% contro il 2,1% con GM-CSF; inoltre lo studio segnala risposte complete nel 10,8% dei pazienti trattati con il prodotto, rispetto al < 1,0% nel gruppo GM-CSF.

"In tutte le fasi della malattia testate sono state osservate risposte al T-VEC, inclusi i pazienti dei sottogruppi di stadio IV", hanno commentato gli autori, guidati dal Dr. Howard L. Kaufman, del Rutgers Cancer Institute del New Jersey. Notando come il T-VEC potrebbe potenzialmente ritardare o impedire recidive o precludere la progressione a stadi successivi della malattia, gli autori aggiungono che il farmaco "rappresenta una potenziale nuova opzione terapeutica per i pazienti con melanoma metastatico iniettabile". Il dottor Kaufman ha inoltre dichiarato: "Nonostante tutti i progressi nel campo del melanoma, molti pazienti non rispondono al trattamento."

"Alcuni pazienti non sono in grado di tollerare certi farmaci per una varietà di ragioni e quindi qualsiasi nuovo agente che si dimostra promettente è importante".

"È interessante notare come dai dati emerga una risposta completa in quasi l'11% dei pazienti ... Un dato che non si vede spesso negli studi sul melanoma. Io trovo che sia molto significativo"; ha concluso.