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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

QI riduce la durata della terapia antibiotica per le SSTI

Antibiotics

Un'iniziativa di miglioramento della qualità (QI) ha ridotto significativamente la durata della terapia antibiotica prescritta per infezioni cutanee e dei tessuti molli (SSTI) che non presentano complicazioni.

"I processi di miglioramento della qualità nell'ambito delle pratiche di prescrizione dei farmaci sono relativamente brevi e facili da implementare", ha spiegato la Dr.ssa Christine L. Schuler del Cincinnati Children's Hospital Medical Center di Cincinnati, Ohio. "Sebbene non prevedessimo alcun effetto negativo, ci sentiamo rassicurati nel vedere che le modifiche da noi apportate alle pratiche di prescrizione dei farmaci non hanno coinciso con un aumento significativo delle riammissioni".

Il team della Dr.ssa Schuler si è occupato di pazienti di età compresa fra i 3 mesi e i 18 anni, ammessi in ospedale per SSTI prive di complicazioni, e si è adoperato per aumentare la percentuale di pazienti dimessi con una prescrizione antibiotica dalla durata non superiore ai 7 giorni. 

Dopo aver identificato i fattori chiave per implementare il cambiamento di protocollo, i ricercatori hanno elaborato un programma QI composto da quattro elementi:

(i) materiale informativo per i medici
(ii) cartellini in dotazione al personale contenenti una sintesi dei protocolli compatibili con le nuove raccomandazioni
(iii) modifica del sistema elettronico di assegnazione delle terapie antibiotiche (riduzione della durata di default da 14 a 7 giorni)
(iv)implementazione di un sistema per il monitoraggio dell'aderenza alle raccomandazioni

"Credo che integrare il sistema elettronico nel nostro piano di modifica delle pratiche di prescrizione delle terapie antibiotiche sia stato un passaggio cruciale", ha commentato la Dr. ssa Schuler, "l'implementazione di nuovi protocolli tramite l'integrazione con il sistema esistente, ha facilitato molto l'adozione di un sistema di prescrizione coerente e allineato alle raccomandazioni".

Il valore baseline rilevato nell'agosto del 2012, era del 23%; a febbraio 2013, la percentuale di pazienti dimessi con prescrizioni di terapie antibiotiche di durata inferiore ai 7 giorni aveva raggiunto il 74%, stando allo studio pubblicato il 18 gennaio nell'edizione online di Pediatrics.

In totale, le ammissioni precedenti all'intervento (gennaio-agosto 2012) sono state 206 mentre le ammissioni successive (settembre 2012-novembre 2013) sono state 435. Le riammissioni per recidiva o per mancata efficacia del trattamento non hanno mostrato differenze significative dall'inizio del processo di miglioramento della qualità.

La Dr.ssa Schuler ha commentato dicendo: "C'è ancora molto lavoro da fare nell'ambito della prescrizione antibiotica, ma il nostro progetto rappresenta un passo nella giusta direzione e offre spunti per interventi che potrebbero essere messi in atto in altri sistemi sanitari.

Il nostro lavoro è anche un esempio di come le strutture ospedaliere possano giocare un ruolo importantissimo nell'approccio futuro alle terapie antibiotiche. I medici che operano all'interno di strutture ospedaliere hanno la responsabilità di applicare e promuovere protocolli corretti di prescrizione delle terapie antibiotiche, tanto nella loro pratica quando nella struttura all'interno della quale lavorano".

Il Dr. Nikos Spyridis, dell'ospedale pediatrico "Aglaia Kyriakou" e dell'Università di Atene, ha commentato: "Per quanto riguarda gli antibiotici, i medici tendono a prescrivere alti dosaggi e lunghi corsi di terapia per paura di possibili recidive, in questo caso il messaggio è chiaro: le terapie brevi sono sicure".

Il Dr. Spyridis ha poi aggiunto: "Le SSTI senza complicazioni sono un'altra di quelle indicazioni cliniche, come la polmonite o le infezioni del tratto urinario, per le quali le terapie antibiotiche a breve corso si dimostrano efficaci quanto quelle di lunga durata". "Uno dei meriti di questo studio è anche quello di incoraggiare le istituzioni ad identificare le aree che possono beneficiare di un intervento di miglioramento della qualità, fornendo idee per la loro implementazione".

Riferimenti:

Pediatrics, edizione online 18 gennaio 2016; doi: http://dx.doi.org/10.1542/peds.2015-1223