link1752 link1753 link1754 link1755 link1756 link1757 link1758 link1759 link1760 link1761 link1762 link1763 link1764 link1765 link1766 link1767 link1768 link1769 link1770 link1771 link1772 link1773 link1774 link1775 link1776 link1777 link1778 link1779 link1780 link1781 link1782 link1783 link1784 link1785 link1786 link1787 link1788 link1789 link1790 link1791 link1792 link1793 link1794 link1795 link1796 link1797 link1798 link1799 link1800 link1801 link1802 link1803 link1804 link1805 link1806 link1807 link1808 link1809 link1810 link1811 link1812 link1813 link1814 link1815 link1816 link1817 link1818 link1819 link1820 link1821 link1822 link1823 link1824 link1825 link1826 link1827 link1828 link1829 link1830 link1831 link1832 link1833 link1834 link1835 link1836 link1837 link1838 link1839 link1840 link1841 link1842 link1843 link1844 link1845 link1846 link1847 link1848 link1849 link1850 link1851 link1852 link1853 link1854 link1855 link1856 link1857 link1858 link1859 link1860 link1861 link1862 link1863 link1864 link1865 link1866 link1867 link1868 link1869 link1870 link1871 link1872 link1873 link1874 link1875 link1876 link1877 link1878 link1879 link1880 link1881 link1882 link1883 link1884 link1885 link1886 link1887 link1888 link1889 link1890 link1891 link1892 link1893 link1894 link1895 link1896
In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

La percezione delle cicatrici lineari e non-lineari

facial scar linear

Secondo un rapporto redatto dall'associazione dei chirurghi estetici della California, il pubblico ha una percezione "significativamente migliore" delle cicatrici sul viso quando queste hanno un aspetto lineare.

"Il metodo Z-plasty è stato introdotto allo scopo di suddividere le cicatrici lineari in segmenti più piccoli e meno visibili", scrivono gli autori nell'articolo pubblicato il 7 aprile nell'edizione online di JAMA Facial Plastic Surgery. "L'ipotesi alla base di questa tecnica guida ancora oggi le scelte in merito alla chiusura di cicatrici e alle plastiche cicatriziali, ma pochissimi studi hanno valutato il risultato cosmetico di questo tipo di approccio".

Per colmare questa lacuna, il Dr. Daniel B. Eisen, della University of California, e colleghi hanno condotto un sondaggio per confrontare la percezione del pubblico delle cicatrici lineari rispetto a quelle con aspetto a zig-zag.

Il team ha sovrapposto l'immagine generata al computer di una cicatrice matura in configurazione lineari e in configurazione a zig-zag sul volto di quattro individui bianchi. I ricercatori hanno scelto modelli bianchi perché essi rappresentavano la maggior parte dei pazienti sottoposti a chirurgia cutanea, appartenenti ad ambo i sessi per questioni di validità esterna e appartenenti a due diverse fasce di età, per tenere conto di eventuali differenze di percezione basate sull'età.

Le cicatrici sono state collocate sulla fronte (superficie piana), sulla guancia (superficie convessa) e sulla tempia (superficie concava) per valutare l'impatto della curvatura anatomica sulla percezione delle cicatrici. Dodici set di immagini che confrontano cicatrici lineari e cicatrici a zig-zag sono state disposte le une di fianco alle altre nel contesto di un sondaggio di portata nazionale.

Un totale di 379 uomini e 443 donne hanno completato il sondaggio. Di questi 148 erano di età compresa fra i 18 e i 29 anni, 171 di età compresa fra i 30 e i 44, 290 di età compresa fra i 45 e i 60 e 213 erano oltre i 60 anni.

I ricercatori hanno riferito che "le cicatrici lineari sono collegate a punteggi significativamente più bassi e a migliori risultati estetici rispetto alle cicatrici a zig-zag in tutti i gruppi esaminati secondo la Patient and Observer Scar Assessment Scale".

I punteggi medi sono stati di 2,9 per le cicatrici lineari e 4,5 per le cicatrici a zig-zag, su una scala da 1 (pelle normale) a 10 (peggiore cicatrice immaginabile).

"Fino a quando non saranno disponibili dati clinici randomizzati in merito, i chirurghi dovrebbero considerare attentamente se il tempo e lo sforzo necessari per l'impiego della tecnica Z-plasty forniscano o meno un apprezzabile vantaggio estetico, aldilà della necessità di miglioramenti funzionali", scrivono i ricercatori.

"Il messaggio chiave emerso dalla ricerca è che il pubblico ha preferito in modo significativo le cicatrici lineari rispetto a quelle a zig-zag a prescindere dal tipo di superficie e dal sesso del soggetto", ha sottolineato il Dr. Eisen. "Questo sembra contraddire un dogma ormai consolidato nel campo della chirurgica estetica delle cicatrici. Tuttavia, i nostri modelli erano tutti caucasici quindi non possiamo dire se ci siano differenze di percezione delle cicatrici in diversi gruppi etnici".

Riferimenti:

JAMA Facial Plastic Surgery, edizione online del 7 aprile 2016; doi:10.1001/jamafacial.2016.0107