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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Approvati in Europa nuovi farmaci per mieloma multiplo e melanoma

European EMA approval

La Commissione Europea ha approvato due nuovi trattamenti oncologici oggi: uno per il mieloma multiplo e l'altro per il melanoma.

La commissione ha approvato elotuzumab (Empliciti, Bristol-Myers Squibb) per il trattamento del mieloma multiplo e, in una votazione separata, ha approvato nivolumab (Opdivo) in combinazione con ipilimumab (Yervoy) per il trattamento del melanoma metastatico o non operabile negli adulti. Entrambi i farmaci per il melanoma sono prodotti da Bristol-Myers Squibb.

Elotuzumab viene usato in combinazione con lenalidomide (Revlimid, Celgene) e desametasone nei pazienti che si sono sottoposti a precedenti cicli di terapia.

Elotuzumab è stato approvato per la stessa indicazione da parte della Food and Drug Administration nel 2015.

Elotuzumab è la prima terapia immunitaria che si è mostrata efficace nel trattamento del mieloma multiplo. L'anticorpo monoclonale è diretto alla proteina SLAMF7, che si trova nelle cellule del mieloma e nelle cellule natural killer. Questo rappresenta un duplice attacco al cancro poiché prende di mira direttamente il mieloma e rafforza la capacità delle cellule killer di uccidere le cellule di mieloma.

Come già avvenuto negli Stati Uniti, la base per l'approvazione europea è stata ELOQUENT-2 (NCT01239797), uno studio randomizzato, in aperto che ha coinvolto 646 partecipanti affetti da mieloma multiplo che avevano avuto recidive o che non hanno risposto a precedenti trattamenti. I risultati dello studio sono stati pubblicati lo scorso anno (New Engl J Med. 2015;373:621-631).

Gli endpoint co-primari erano la sopravvivenza libera da progressione e il tasso di risposta globale. Secondo i dati pubblicati, l'aggiunta di elotuzumab alla combinazione di lenalidomide più desametasone ha esteso la sopravvivenza libera da progressione di 4,5 mesi, rispetto al trattamento con i soli lenalidomide e desametasone (gruppo di controllo).

In particolare, la sopravvivenza media libera da progressione nel gruppo elotuzumab era di 19,4 mesi, rispetto ai 14,9 mesi nel gruppo di controllo. Dopo un follow-up medio di 24,5 mesi il tasso di sopravvivenza libera da progressione a 1 anno nel gruppo elotuzumab è stata del 68% rispetto al 57% del gruppo di controllo; a 2 anni, i tassi erano rispettivamente del 41% e del 27%. Inoltre, il tasso di risposta globale è stato migliore nel gruppo elotuzumab rispetto al gruppo di controllo (78,5% contro 65,5%).

I più comuni eventi avversi osservati con elotuzumab sono reazioni correlate all'infusione, diarrea, tosse, herpes zoster, naso-faringite, polmonite, infezioni delle vie respiratorie superiori, linfopenia e perdita di peso.

Il Dr. Lonial e colleghi hanno segnalato l'anno scorso che l'aggiunta di elotuzumab alla terapia standard "non ha aumentato in modo significativo gli eventi avversi". "Nel complesso, il farmaco è stato ben tollerato e non ha causato un deterioramento della qualità della vita o esacerbato i sintomi", ha aggiunto.

Nel 2012, le persone affette da mieloma multiplo all'interno dell'Unione Europea erano circa 39.000. Con trattamento attualmente disponibili, la sopravvivenza a 5 anni è inferiore al 50% in questi pazienti.

 

Immunoterapia combinata per il melanoma avanzato

L'Unione Europea ha approvato la combinazione nivolumab-ipilimumab per il melanoma avanzato dopo aver ricevuto una raccomandazione positiva dagli esperti incaricati di esaminare la terapia. Negli Stati Uniti questa terapia era stata approvata nel 2015.

L'approvazione da parte della commissione europea si basa sui dati provenienti dallo studio di fase 3 CheckMate-067, secondo un comunicato stampa della società produttrice del farmaco.

La commissione ha osservato che un aumento della sopravvivenza libera da progressione relativa alla terapia combinata (rispetto al solo nivolumab) è stata osservata solo nei pazienti con tumore a bassa espressione di PD-L1.

Lo studio in doppio cieco CheckMate-067 ha confrontato la terapia combinata con la monoterapia a base di ipilimumab e nivolumab in 945 pazienti con melanoma avanzato, con o senza una mutazione BRAF V600.

Dopo un periodo di follow-up di almeno 9 mesi, la sopravvivenza media libera da progressione è stata di 2,9 mesi per ipilimumab, 6,9 mesi per nivolumab e 11,5 mesi per la terapia combinata, stando ai risultati presentati nel corso del meeting annuale 2015 della American Society of Clinical Oncology.

Gli eventi avversi correlati al trattamento sono stati molto più comuni nei pazienti trattati con la terapia combinata rispetto a quelli a cui è stata somministrata la monoterapia.

In particolare, eventi avversi di livello 3 o 4 si sono verificati nel 55,0% dei pazienti del gruppo terapia combinata, ma solo nel 16,0% dei pazienti del gruppo nivolumab e nel 27,3% dei pazienti del gruppo ipilimumab.

Gli eventi avversi gravi più comuni nel gruppo in terapia combinata sono stati diarrea (9,3% dei pazienti) e colite grave (7,7% dei pazienti).

Nel gruppo trattato con la terapia combinata il 36% dei pazienti ha interrotto il trattamento a causa di eventi avversi.