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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Anti-PD-1: il miglior trattamento di prima linea per il melanoma?

Nivolumab

Negli ultimi anni, lo sviluppo di anticorpi ad azione mirata e il progresso dell'immunoterapia hanno ampliato il panorama delle opzioni terapeutiche per il trattamento del melanoma.

Tuttavia, fino ad ora non era stato condotto alcuno studio che confrontasse l'efficacia dei due approcci e rispondesse alla domanda: quale delle due opzioni dovrebbe rappresentare il trattamento di prima linea per i pazienti affetti da melanoma metastatico con mutazione BRAF?

Una meta-analisi di recente pubblicazione si propone di offrire una risposta a questa complessa domanda, dopo aver condotto un'analisi statistica che confronta le due opzioni terapeutiche sulla base dei dati provenienti dagli studi clinici.

L'analisi non ha evidenziato differenze in termini di sopravvivenza globale fra la terapia con inibitori BRAF/MEK e l'immunoterapia a base di inibitori PD-1, nonostante abbia mostrato come entrambe le opzioni di trattamento offrano risultati migliori di quelli della chemioterapia.

Quando si parla di esiti sui pazienti, tuttavia, vengono alla luce alcune importanti differenze. Gli inibitori BRAF/MEK offrono una migliore sopravvivenza libera da progressione e migliori tassi di risposta rispetto all'immunoterapia con inibitori PD-1 o inibitori CTLA-4; tuttavia gli inibitori PD-1 sono stati associati ad un minor rischio di eventi avversi gravi.

"Si tratta della prima analisi che mette a confronto immunoterapia e terapia con anticorpi ad azione mirata nell'ambito del trattamento del melanoma metastatico con mutazione BRAF", ha dichiarato in un comunicato stampa uno degli autori, il Dr. Feng Xie, afferente al dipartimento di Epidemiologia Clinica della McMaster University di Hamilton, nell'Ontario.

"Sebbene la sopravvivenza globale sia stata simile, il minor rischio di eventi avversi collegato all'uso degli inibitori PD-1 li rende preferibili come trattamento di prima linea", ha spiegato il Dr. Xie. "Tuttavia, in situazioni in cui è fondamentale ottenere una risposta terapeutica tempestiva, potrebbe essere più indicato far ricorso alla terapia mirata con inibitori BRAF/MEK", ha concluso.

Riferimenti:

Devji T, Levine O, Neupane B, Beyene J, Xie F. — "Systemic Therapy for Previously Untreated Advanced BRAF-Mutated MelanomaA Systematic Review and Network Meta-Analysis of Randomized Clinical Trials.
JAMA Oncology, edizione online del 27 ottobre 2016; doi:10.1001/jamaoncol.2016.4877