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L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Acqua dura: un pericolo per la pelle?

acqua rubinetto

I cationi di calcio nell'acqua possono compromettere il gradiente epidermico del calcio, necessario per lo sviluppo dei corneociti e per la corretta formazione dello strato corneo.

I risultati di studi osservazionali indicano che l'acqua dura è associata alla dermatite atopica e studi pediatrici condotti nel Regno Unito, in Spagna e in Giappone mostrano come la prevalenza della dermatite atopica sia significativamente più alta nelle zone con acqua più dura.

La durezza dell'acqua, determinata dalla quantità di calcio e magnesio contenuti in essa, varia a seconda dell'area geografica e del contenuto minerale della sorgente. Le linee guida per la classificazione delle acque distinguono fra: acque morbide (0-60 mg/L carbonato di calcio), acque moderatamente dure (61-120 mg/L), acque dure (121-180 mg/L) e acque molto dure (oltre 180 mg/L).

Nelle aree in cui l'acqua è dura, i tensioattivi contenuti nei detergenti reagiscono con gli ioni di calcio e magnesio contenuti nell'acqua, creando una precipitazione del tensioattivo che lascia una pellicola di residui sulla pelle, sulle piastrelle, nei tubi, ecc.

Maibach e colleghi hanno inoltre descritto l'acqua come un irritante da contatto, in particolare in termini di occlusione. La cute occlusa dall'acqua mostra caratteristiche istopatologiche indicative di infiammazione, desquamazione e perdita di integrità della barriera epidermica.

Oltre al contenuto di minerali, anche pH, temperatura e osmolarità sono fattori che possono contribuire all'irritazione data dall'acqua e la pelle esposta ad acque dure mostra una maggiore diluizione degli idratanti naturali e una netta alterazione dello strato corneo, rispetto alle pelli esposte a acque morbide.

Dermatite atopica, xerosi e prurito sono alcune delle reazioni più comuni all'esposizione continua ad acque dure; altri effetti di questa esposizione, più difficili da circoscrivere, sono pori occlusi e acne derivante dal residuo di tensioattivi lasciato sulla pelle e dalla conseguente alterazione nella produzione di sebo. Inoltre, nelle aree con acque dure sono necessarie maggiori quantità di tensioattivi e detergenti per pulire la pelle e i capelli poiché l'abbondanza di cationi data dalla durezza dell'acqua richiede una schiuma molto più pesante.

I cationi di calcio e magnesio che rimangono sulla pelle possono anche formare radicali liberi, che con il tempo possono portare alla degenerazione del collagene e dell'elastina contenuti nella pelle, portando all'accentuazione delle rughe.

In conclusione, l'area geografica e le caratteristiche dell'acqua dovrebbero sempre essere tenute in considerazione quando si trattano pazienti con eczema, prurito o xerosi che non rispondono alle terapie e ogni medico dovrebbe essere consapevole del ruolo giocato dalla durezza dell'acqua nel contesto delle affezioni dermatologiche.

Riferimenti:

Tsai T., Maibach H. — How irritant is water? An overview. Contact Dermatitis, 41: 311–314; doi:10.1111/j.1600-0536.1999.tb06990.x

BP-PB