link0 link1 link2 link3 link4 link5 link6 link7 link8 link9 link10 link11 link12 link13 link14 link15 link16 link17 link18 link19 link20 link21 link22 link23 link24 link25 link26 link27 link28 link29 link30 link31 link32 link33 link34 link35 link36 link37 link38 link39 link40 link41 link42 link43 link44 link45 link46 link47 link48 link49 link50 link51 link52 link53 link54 link55 link56 link57 link58 link59 link60 link61 link62 link63 link64 link65 link66 link67 link68 link69 link70 link71 link72 link73 link74 link75 link76 link77 link78 link79 link80 link81 link82 link83 link84 link85 link86 link87 link88 link89 link90 link91 link92 link93 link94 link95 link96 link97 link98 link99 link100 link101 link102 link103 link104 link105 link106 link107 link108 link109 link110 link111 link112 link113 link114 link115 link116 link117 link118 link119 link120 link121 link122 link123 link124 link125 link126 link127 link128 link129 link130 link131 link132 link133 link134 link135 link136 link137 link138 link139 link140 link141 link142 link143 link144 link145
In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Allergia alla penicillina collegata a maggior rischio di SSI

penicillin allergy

Secondo i risultati di uno studio retrospettivo, i pazienti che riferiscono allergia alla penicillina vanno incontro a un rischio maggiore di infezioni del sito chirurgico (SSI).

La cefazolina, un antibiotico appartenente alla classe delle cefalosporine di prima generazione, viene spesso utilizzata per ridurre l'incidenza delle infezioni del sito chirurgico, ma in presenza di un'allergia alla penicillina possono essere usati altri tipi di antibiotici.

Il gruppo di ricercatori guidato dalla Dr.ssa Kimberly J. Blumenthal, della Harvard Medical School di Boston, ha valutato il rischio di SSI in 8.385 pazienti sottoposti a 9.004 operazioni chirurgiche presso il Massachusetts General Hospital di Boston. Come si legge nello studio, pubblicato il 9 ottobre nell'edizione online di Clinical Infectious Diseases, solo 922 pazienti (11%) che hanno riferito un'allergia alla penicillina hanno avuto reazioni documentate alla penicillina. Di queste, solo 5 (<0,5%) rappresentano reali reazioni alla somministrazione di antibiotici beta-lattamici.

Le probabilità di contrarre un'infezione sono state del 51% più alte fra i pazienti con riferita allergia alla penicillina che nella popolazione di pazienti non allergici. Inoltre, i pazienti con riferita allergia alla penicillina avevano minori probabilità di ricevere la cefazolina e maggiori probabilità di essere trattati con clindamicina, vancomicina, gentamicina e fluorochinoloni.

In un modello multivariabile, l'effetto del riferire un'allergia alla penicillina sullo sviluppo di SSI è stato interamente mediato attraverso la ricezione di un antibiotico alternativo e la maggiore probabilità di una SSI nei pazienti con un'allergia alla penicillina è stata interamente imputabile all'antibiotico usato per prevenire tali infezioni.

"Speriamo che i medici considerino la possibilità che i pazienti che riferiscono di essere allergici alla penicillina potrebbero non esserlo e che valutino come l'impatto del riferire una simile allergia si ripercuota sulle cure e sui farmaci impiegati", scrive la Dr.ssa Blumenthal. "Sebbene io sia consapevole che servirà ben più di uno studio per dare vita a un cambiamento nelle pratiche mediche, raccomando sempre una valutazione dell'eventuale stato allergico del paziente prima che questo si sottoponga a chirurgia".

 

Riferimenti:

Kimberly G Blumenthal Erin E Ryan Yu Li Hang Lee James L Kuhlen Erica S Shenoy — The Impact of a Reported Penicillin Allergy on Surgical Site Infection Risk. Clinical Infectious Diseases, edizione online del 9 ottobre 2017; doi:https://doi.org/10.1093/cid/cix794