In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

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Tossina botulinica A per il trattamento dei cheloidi

keloidsI cheloidi sono il risultato di un'eccessiva formazione di tessuto cicatriziale. Oltre al loro scarso aspetto estetico, i cheloidi possono essere associati a gravi sintomi clinici come dolore, prurito, e rigidità.

Purtroppo, la maggior parte degli approcci terapeutici rimanere clinicamente insoddisfacente. Recentemente, sono state proposte iniezioni con la tossina botulinica A (BTA) per il trattamento dei cheloidi valutati da uno studio clinico. In questo studio, abbiamo voluto verificare gli effetti di BTA intralesionale per il trattamento dei cheloidi resistenti alla terapia, utilizzando misurazioni oggettive. Inoltre, i meccanismi molecolari sono stati studiati usando colture di fibroblasti derivati dai cheloidi.

Materiali e metodi: Quattro pazienti hanno ricevuto BTA (in dosi variabili da 70 a 140 unità Speywood per sessione) iniettata direttamente nei loro cheloidi ogni 2 mesi per un massimo di 6 mesi. Sono state valutate clinicamente le differenze in altezza e volume e poi misurate con un sistema ottico di profilatura 3-D. I fibroblasti derivati dal cheloide sono stati trattati con differenti concentrazioni di BTA, e sono stati determinati: l'espressione del collagene (COL)1A1, COL1A2, COL3A1, TGF-β1, TGF-β2, TGF-β3, fibronectina-1, laminina-β2, e α-SMA, attraverso la Real-time PCR quantitativa. I saggi MTT e BrdU sono stati utilizzati per analizzare gli effetti di BTA sulla proliferazione e sul metabolismo dei fibroblasti.

Risultati: La somministrazione intralesionale di BTA non ha portato a una regressione del tessuto cheloide. Non sono state osservate differenze nell'espressione di marcatori ECM, sintesi di collagene o TGF-β, dopo trattamento con BTA dei fibroblasti cheloidi. Inoltre, sia la proliferazione che il metabolismo cellulare dei fibroblasti cheloidi non sono stati influenzati dal trattamento con BTA.

Conclusione: L'efficacia clinica suggerita di BTA intralesionale, per la terapia di cheloidi esistenti, potrebbe non essere confermata in questo studio. Sulla base dei nostri dati, rimango tuttora poco chiari i potenziali meccanismi d'azione di BTA sui fibroblasti derivati dai cheloidi.

Storia della pubblicazione:

Titolo: Botulinum toxin a for the treatment of keloids.

Rivista: Skin Pharmacol Physiol. 2012;25(6):313-8. doi: 10.1159/000342125

Autori: Gauglitz GG, Bureik D, Dombrowski Y, Pavicic T, Ruzicka T, Schauber J.

Affiliazioni: Department of Dermatology and Allergy, Ludwig Maximilian University, Munich, Germany.

Abstract: 

Introduction: Keloids are the result of excessive scar tissue formation. Besides their poor aesthetic appearance, keloids can be associated with severe clinical symptoms such as pain, itching, and rigidity. Unfortunately, most therapeutic approaches remain clinically unsatisfactory. Recently, injections with botulinum toxin A (BTA) were proposed for the treatment of established keloids in a clinical trial. In this study, we aimed to verify the effects of intralesional BTA for the treatment of therapy-resistant keloids using objective measurements. In addition, the underlying molecular mechanisms were investigated using cultured keloid-derived fibroblasts. Materials and Methods: Four patients received BTA (doses varying from 70 to 140 Speywood units per session) injected directly into their keloids every 2 months for up to 6 months. Differences in height and volume were evaluated clinically and measured with a 3-D optical profiling system. Keloid-derived fibroblasts were treated with different concentrations of BTA, and expression of collagen (COL)1A1, COL1A2, COL3A1, TGF-β1, TGF-β2, TGF-β3, fibronectin-1, laminin-β2, and α-SMA was determined by real-time quantitative PCR. MTT and BrdU assays were used to analyze the effects of BTA on fibroblast proliferation and metabolism. Results: Intralesional administration of BTA did not result in regression of keloid tissue. No differences in expression of ECM markers, collagen synthesis, or TGF-β could be observed after BTA treatment of keloid fibroblasts. In addition, cell proliferation and metabolism of keloid fibroblasts was not affected by BTA treatment. Conclusion: The suggested clinical efficiency of intralesional BTA for the therapy of existent keloids could not be confirmed in this study. Based on our data, the potential mechanisms of action of BTA on keloid-derived fibroblasts remain unclear.