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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Terapia fotodinamica: un approccio innovativo nel trattamento della malattia cheloide che è stata valutata utilizzando strumenti soggettivi ed oggettivi non invasivi

keloid-diseaseNon è ancora stata ben definita una gestione ottimale della malattia cheloide (KD), nel contesto della quale l'escissione chirurgica porta ad un conseguente tasso di recidiva del 50%. La terapia fotodinamica (PDT) utilizza la luce per attivare un fotosensitizzatore localizzato nei tessuti malati.

Due recenti studi di caso e studi in vitro su fibroblasti derivati da cheloide indicano un potenziale uso della PDT nel trattamento della KD. Pertanto, abbiamo ipotizzato che ci potesse essere un ruolo per la PDT nel trattamento di KD. Venti pazienti KD sono stati divisi in tre gruppi: quelli con cicatrice cheloide esistente, quelli che avevano subito l'asportazione chirurgica e quelli dopo totale escissione chirurgica. I pazienti sono stati sottoposti a tre trattamenti di PDT, ad intervalli settimanali. Il fotosensitizzatore con metil-aminolevulinato è stato applicato 3 ore prima della PDT ed è stato somministrato a 37 J/cm2. Le misure non invasive hanno fornito dati quantitativi riguardo la flessibilità, l'emoglobina, la melanina, il collagene e il flusso. Sono stati misurati i punteggi di dolore e prurito e i pazienti sono stati monitorati per la ricomparsa di KD.

Tutti i pazienti hanno presentato una riduzione nei punteggi di dolore e prurito. Il flusso di emoglobina (p = 0.032), il collagene (p = 0.066) e i livelli di emoglobina (p = 0.060) sono diminuiti a partire dalla prima settimana fino alla terza, in tutti i pazienti tranne uno, per il quale sono state prese le misure e la flessibilità è aumentata in modo significativo (p = 0.001). Gli incrementi di flessibilità sono stati significativamente correlati alle diminuzioni di flusso (p = 0.001). Solo un paziente con un cheloide in una posizione anatomicamente soggetta a stress, ha sperimentato recidiva della KD.

Tutti gli altri pazienti non hanno presentato ricomparse dopo i 9 mesi di follow-up. Sono stati segnalati dei minimi effetti collaterali. In conclusione, la PDT riduce la formazione delle cicatrici nella KD e ciò è stato evidenziato con la diminuzione del flusso sanguigno, con l'aumento della flessibilità e la diminuzione dei livelli di collagene e di emoglobina. Questi risultati indicano un'utilità potenziale della PDT nel trattamento di KD.

Storia della pubblicazione:

Titolo: Photodynamic therapy: an innovative approach to the treatment of keloid disease evaluated using subjective and objective non-invasive tools

Rivista: Archives of Dermatological Research

Autori: Sara Ud-Din, Grace Thomas, Julie Morris, Ardeshir Bayat

Affiliazioni: 

Abstract: 

Optimal management for keloid disease (KD) is ill defined, with surgical excision resulting in recurrence rates over 50 %. Photodynamic therapy (PDT) uses light to activate a photosensitiser localised in diseased tissues. Two recent case studies and in vitro studies on keloid-derived fibroblasts indicate potential use of PDT in treating KD. Therefore, we hypothesized that there may be a role for PDT in the treatment of KD. Twenty KD patients were divided into three groups; existing keloid scar, post-surgical debulking and post-total surgical excision. Patients underwent three treatments of PDT at weekly intervals. Methyl aminolevulinate photosensitiser applied 3 h prior to PDT, administered at 37 J/cm2. Non-invasive measures provided quantitative data for pliability, haemoglobin, melanin, collagen and flux. Pain and pruritus scores were measured and patients' were monitored for KD recurrence. All patients had reduced pain and pruritus scores. Haemoglobin flux (p = 0.032), collagen (p = 0.066) and haemoglobin levels (p = 0.060) decreased from week 1 to 3 in all except one patient where measurements were taken and pliability increased significantly (p = 0.001). Increases in pliability were significantly related to decreases in flux (p = 0.001). Only one patient with a keloid in a stress-prone anatomical location experienced recurrence of KD. All other patients had no recurrence at 9-month follow-up. Minimal side effects were reported. In conclusion, PDT reduces scar formation in KD evidenced by decreased blood flow, increased pliability, decreased collagen and haemoglobin levels. These findings indicate potential utility of PDT in the treatment of KD.