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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Trattamento delle macchie mongoliche persistenti con un laser ad alessandrite Q-switched

Mongolian-spotsLe macchie mongoliche sono zone iperpigmentate, confluenti e congenite che di solito hanno un colore blu-grigiastro. Si trovano più frequentemente nella regione sacrale dei neonati e in genere scompaiono durante l'infanzia, mentre solo di rado persistono fino all'età adulta. Abbiamo esaminato retrospettivamente i risultati del trattamento laser delle macchie mongoliche persistenti. Abbiamo usato il laser ad alessandrite Q-switched per trattare le macchie mongoliche persistenti di 16 pazienti giapponesi con più di 14 anni.
Nel complesso è stato raggiunto un buon risultato terapeutico; tuttavia, è stata osservata un'iperpigmentazione e un'ipopigmentazione postinfiammatoria in due pazienti, rispettivamente. Mentre il trattamento laser è stato efficace per tutti e sette i pazienti con macchie mongoliche extrasacrali, quattro pazienti su dieci con macchie sacrali sono risultati refrattari al trattamento.
Di questi pazienti, due hanno ricevuto l'irradiazione laser per due volte e poi hanno abbandonato il trattamento, semplicemente a causa dei risultati insoddisfacenti e comunque senza eventi avversi; gli altri due pazienti hanno ricevuto i trattamenti ad intervalli di tre mesi, sviluppando un'iperpigmentazione postinfiammatoria. Contrariamente ai bambini, che generalmente mostrano una buona risposta dopo solo due o tre sedute di irradiazione, negli adulti dovremmo considerare un numero maggiore di sessioni di irradiazione, ad intervalli più lunghi tra una seduta e l'altra, e con l'uso combinato di creme sbiancanti per il trattamento delle macchie mongoliche persistenti a livello sacrale.

Storia della pubblicazione:

Titolo: Treatment of persistent Mongolian spots with Q-switched alexandrite laser.

Rivista: Lasers Med Sci. 2012 Nov;27(6):1229-32. doi: 10.1007/s10103-012-1113-4

Autori: Kagami S, Asahina A, Uwajima Y, Miyamoto A, Yamada D, Shibata S, Yamamoto M, Masui Y, Sato S.

Affiliazioni:Department of Dermatology, Faculty of Medicine, University of Tokyo, -- Hongo, Bunkyo-ku, Tokyo, Japan

Abstract:
Mongolian spots are congenital and confluent hyperpigmented areas that are usually grayish blue in color. They are found most frequently in the sacral region in infants and typically disappear during childhood. Occasionally, they persist to adulthood. We retrospectively examined outcomes of laser treatment of persistent Mongolian spots. We used Q-switched alexandrite laser to treat persistent Mongolian spots of 16 Japanese patients at 14 years old or older. A good therapeutic outcome was achieved overall; however, postinflammatory hyperpigmentation and hypopigmentation were observed in two patients, respectively. While laser treatment was effective for all seven patients with extrasacral Mongolian spots, four out of ten patients with sacral Mongolian spots were refractory to treatment. Of these patients, two received laser irradiation only twice and abandoned treatment, simply because of unsatisfactory results without any adverse events. The other two patients received treatments at intervals of 3 months, which resulted in postinflammatory hyperpigmentation. Contrary to children, who generally show good response after two or three sessions of irradiation, we should consider more frequent irradiation, longer intervals between treatment sessions, and use of bleaching creams in the treatment of persistent sacral Mongolian spots in adults.

BP-PB