link1460 link1461 link1462 link1463 link1464 link1465 link1466 link1467 link1468 link1469 link1470 link1471 link1472 link1473 link1474 link1475 link1476 link1477 link1478 link1479 link1480 link1481 link1482 link1483 link1484 link1485 link1486 link1487 link1488 link1489 link1490 link1491 link1492 link1493 link1494 link1495 link1496 link1497 link1498 link1499 link1500 link1501 link1502 link1503 link1504 link1505 link1506 link1507 link1508 link1509 link1510 link1511 link1512 link1513 link1514 link1515 link1516 link1517 link1518 link1519 link1520 link1521 link1522 link1523 link1524 link1525 link1526 link1527 link1528 link1529 link1530 link1531 link1532 link1533 link1534 link1535 link1536 link1537 link1538 link1539 link1540 link1541 link1542 link1543 link1544 link1545 link1546 link1547 link1548 link1549 link1550 link1551 link1552 link1553 link1554 link1555 link1556 link1557 link1558 link1559 link1560 link1561 link1562 link1563 link1564 link1565 link1566 link1567 link1568 link1569 link1570 link1571 link1572 link1573 link1574 link1575 link1576 link1577 link1578 link1579 link1580 link1581 link1582 link1583 link1584 link1585 link1586 link1587 link1588 link1589 link1590 link1591 link1592 link1593 link1594 link1595 link1596 link1597 link1598 link1599 link1600 link1601 link1602 link1603 link1604 link1605
In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Uno studio esamina l'associazione fra neoplasie e uso topico di pimecrolimus

topical cream

È forse arrivato il momento di rivedere gli avvertimenti sull'uso topico degli inibitori della calcineurina? Il Dr. Graeme M. Lipper commenta i risultati dello studio condotto sull'associazione fra neoplasie e uso topico di pimecrolimus.

La dermatite atopica (AD) è una malattia cutanea infiammatoria cronica, dagli effetti spesso debilitanti, causata dalla combinazione di due fattori: iperattività immunitaria e compromissione della barriera cutanea. La malattia insorge tipicamente durante i primi anni di vita e causa spesso disturbi cronici del sonno, ritardo nella crescita e infezioni cutanee ricorrenti.

I trattamenti di prima linea, come emollienti e corticosteroidi topici, sono ancora insufficienti a causa della loro efficacia variabile, degli effetti collaterali dovuti all'uso di corticosteroidi (come l'atrofia cutanea) e della potenziale soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene. In questo contesto, il trattamento della dermatite atopica necessita di grande attenzione da parte del dermatologo, che deve bilanciare l'uso di corticosteroidi per contenere le fasi acute con l'impiego di creme e unguenti barriera nelle fasi di mantenimento. Sfortunatamente, per molti pazienti questo si traduce in un'altalenare continuo fra l'uso eccessivo di corticosteroidi da un lato ed episodi ricorrenti di eczema dall'altro.

Questa è stata la situazione fino al 2000-2001, quando l'agenzia FDA ha approvato due inibitori della calcineurina, tacrolimus e pimecrolimus, per l'uso topico. In molteplici studi controllati, condotti sia su pazienti adulti che in età pediatrica, questi inibitori si sono dimostrati efficaci e sicuri per la gestione a lungo termine della dermatite atopica.

In conseguenza dell'approvazione di questi due farmaci, l'uso topico di inibitori della calcineurina è aumentato esponenzialmente nei primi anni del 2000, fino a quando nel 2005 la stessa FDA ha frenato significativamente l'entusiasmo della comunità medica con un "black-box warning" che recitava:"Non è stata stabilita la sicurezza a lungo termine di inibitori della calcineurina per uso topico" e "Anche se una relazione causale non è stata stabilita, rari casi di neoplasie sono stati riportati in pazienti trattati con inibitori della calcineurina topici ...".

Questo allarmante avvertimento, sebbene in gran parte basato sui rischi associati agli inibitori della calcineurina somministrati per via orale nei casi di trapianto, ha drasticamente frenato l'uso degli inibitori di calcineurina per uso topico, soprattutto nella popolazione pediatrica. Il risultato è stato che per molti pazienti pediatrici le possibilità di trattamento hanno fatto un notevole passo indietro, tornando all'uso di corticosteroidi topici in monoterapia o affidandosi al successo aneddotico di rimedi omeopatici.

Ma l'allarme diffuso da FDA era giustificato nel caso degli inibitori della calcineurina per uso topico? Probabilmente no, almeno secondo i risultati preliminari di uno studio di coorte longitudinale ancora in corso, condotto su pazienti pediatrici iscritti nel Pediatric Eczema Elective Registry (PEER). Questo studio è stato disegnato specificamente per valutare il rischio di neoplasie in bambini di età compresa fra i 2 e i 17 anni che fanno uso intermittente di crema con pimecrolimus (1%) per trattare la dermatite atopica.

Ad oggi, il Dr. Margolis e colleghi hanno seguito 7457 bambini, per una media di 793g di pimecrolimus durante un periodo di follow-up di 26.792 persone-anno.In questo vasto campione, sono stati registrati ad oggi solo cinque casi di neoplasie: due casi di leucemia, un osteosarcoma e due linfomi. Non è stato rilevato alcun tipo di tumore cutaneo. Questi tassi di incidenza sono del tutto in linea con i dati forniti dal Survey of Epidemiology and End Results (SEER) e suggeriscono che non ci sia un'associazione fra l'uso topico di pimecrolimus e aumento del rischio di neoplasie.

È il momento di rivedere gli avvertimenti circa l'uso topico degli inibitori della calcineurina? Secondo i dati riportati dal Dr. Margolis e colleghi, è quanto meno arrivato il momento di riconsiderare l'avvertimento, soprattutto in considerazione del fatto che l'allarme da esso generato scoraggia i genitori dei pazienti dall'uso di farmaci che rappresentano un notevole passo avanti rispetto alla terapia con corticosteroidi topici.

Lo studio tuttavia si trova soltanto a metà del suo svolgimento, i ricercatori infatti si sono prefissi come obiettivo la raccolta di dati basati su 8000 partecipanti e 40.000 persone-anno. I dati dello studio in esame riguardano l'uso del pimecrolimus ma simili incoraggianti dati sono stati raccolti anche circa l'uso topico del tacrolimus. Infine, i partecipanti allo studio PEER hanno usato il pimecrolimus solo in modo intermittente, con una significativa variazione in termini di dose cumulativa (60-900 g), perciò è possibile che un uso più intensivo di questo inibitore topico della calcineurina possa essere associato a rischi non rilevati nella coorte dello studio.

Va tuttavia ricordato che anche l'uso frequente di inibitori di calcineurina topici è stato associato ad un tasso di assorbimento sistematico del tutto trascurabile, il che rappresenta un ulteriore dato a sfavore dell'associazione fra uso topico e insorgenza di neoplasie, secondo l'ipotesi che vede il rischio di neoplasie associato all'immunosoppresione sistemica causata da questi farmaci.

In conclusione, adesso abbiamo a disposizione dati più incoraggianti da riferire ai giovani pazienti e ai genitori che altrimenti potrebbero essere spaventati alla prospettiva di usare queste sostanze per contenere la dermatite atopica. Questo dovrebbe, a sua volta, portare a un migliore controllo a lungo termine della dermatite atopica tanto negli adulti che nei bambini. It is the responsibility of every prescribing healthcare provider to put the FDA's vague black box warning in proper context.

 

Riferimenti:

JAMA Dermatology, giugno 2015, 151(6):594-9; doi: 10.1001/jamadermatol.2014.4305