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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

Emangiomi infantili e beta-bloccanti

emangioma pediatrico

In oltre 1/4 dei pazienti sottoposti a terapia con propranololo orale può verificarsi un effetto rebound di crescita dell'emangioma, secondo uno studio retrospettivo pubblicato di recente.

I risultati dello studio sono stati pubblicati il 7 marzo nell'edizione online di Pediatrics.

Dei 980 pazienti i cui dati erano disponibili per l'analisi, 231 (25,3%) su 912 hanno mostrato una crescita dell'emangioma causata da un effetto rebound; per il 15,7% dei 912 pazienti è stato necessario modificare la terapia sistemica.

Inoltre, i pazienti sotto i 9 mesi di età che hanno interrotto la terapia avevano una probabilità due volte più alta di subire un effetto rebound (odds ratio 2,4; 95% intervallo di confidenza 1,3 — 4,5; P = .004) rispetto ai pazienti che hanno interrotto la terapia quando si trovavano in età compresa fra i 12 e i 15 mesi.

Anche i pazienti di età superiore ai 24 mesi che hanno interrotto la terapia sono stati esposti ad un rischio più alto di effetto rebound (odds ratio 2,5; 95% intervallo di confidenza 1,5 — 4,3; P < .001) rispetto al gruppo di riferimento.

Gli autori dello studio, guidati dal Dr. Sonal D. Shah, della University of California di San Francisco, riconoscono che gli studi precedenti hanno dimostrato che la terapia con propranololo orale è efficace per il trattamento degli emangiomi infantili, un risultato confermato anche in questo studio (84% miglioramento medio osservato dopo 18 mesi di trattamento).

Tuttavia rimangono ancora poco chiari i dettagli circa "il dosaggio ottimale, la durata ottimale della terapia ed eventuali metodi per l'interruzione della terapia stessa".

Il Dr. Shah e colleghi hanno condotto molteplici analisi per valutare i fattori di rischio collegati al verificarsi di un effetto rebound e hanno scoperto che i pazienti con emangiomi profondi avevano una probabilità 3,3 volte più alta di andare incontro ad un effetto rebound (odds ratio 3,3; 95% intervallo di confidenza 1,9 — 6,0; P < .001) rispetto ai pazienti con emangiomi superficiali.

I ricercatori hanno anche scoperto che il sesso femminile è più esposto al rischio di effetto rebound, per quanto riguarda la crescita degli emangiomi.

Pur non raggiungendo la significatività nell'analisi multi-variabile, gli autori fanno notare che la diminuzione graduale della terapia a base di propranololo ha provocato una minore incidenza di effetto rebound, rispetto all'interruzione improvvisa della terapia (P = .01).

"I risultati di questo studio sottolineano come sia necessario personalizzare il trattamento sulla base di fattori come le indicazioni terapeutiche, la risposta alla terapia e i fattori di rischio per l'effetto rebound", scrivono il Dr. Shah e colleghi.

I pazienti coinvolti nello studio erano stati diagnosticati con emangioma infantile e sottoposti a terapia con propranololo fra il 2008 e il 2013. L'età media al momento dell'inizio della terapia è stata di 5,6 mesi (deviazione standard 6,8 months) e la durata media totale della terapia è stata di 12, 0 mesi (deviazione standard 5,6 mesi).

L'incidenza della ricrescita dovuta all'effetto rebound, le sue caratteristiche e ogni alterazione della terapia sono state annotate, mentre la risposta generale alla terapia con propranololo è stata valutata tramite scala di valutazione visiva.

Durante l'analisi stratificata per età, i ricercatori hanno scoperto che i pazienti che hanno iniziato la terapia prima dei 6 mesi di età avevano un punteggio di 6 punti percentuali più alto rispetto alla scala di valutazione visiva rispetto ai pazienti che hanno iniziato la terapia dopo il compimento dei 6 mesi di età.

In un editoriale di accompagnamento alla pubblicazione dello studio, il Dr. Anthony J. Mancini, del Ann and Robert H. Lurie Children's Hospital of Chicago, scrive: "I dati ottenuti da Shah e colleghi vanno ad aggiungersi al corpus di osservazioni già disponibili circa il verificarsi dell'effetto rebound in funzione della durata della terapia con propranololo e dell'età al momento dell'interruzione della terapia stessa".

Sebbene il Dr. Mancini riconosca che molte questioni circa questo tipo di terapia rimangono ancora aperte e che è necessario condurre ulteriori studi in merito, egli conclude: "I risultati della vasta coorte esaminata da Shah e colleghi aiuterà a guidare i medici nell'ottimizzazione della terapia con propranololo e nel minimizzare il rischio di effetto rebound".

Riferimenti:

Pediatrics, edizione online del 7 marzo 2016; doi: http://dx.doi.org/10.1542/peds.2015-1754