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In evidenza: Primo Incontro AITEB — Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino

L’Associazione Italiana Terapie Estetiche con Botulino (AITEB) è nata due anni fa con…

News Dermatologia

Secrezione preferenziale di hsp70 inducibile da parte dei melanociti della vitiligine sottoposti a stress
L'HSP70 inducibile (HSP70i) protegge e previene l'apoptosi dei peptidi nelle cellule stressate. Dopo il rilascio extracellulare, l'HSP70i svolge una funzione coadiuvante migliorando la risposta immunitaria verso i peptidi legati. In questo lavoro ci siamo chiesti se l'HSP70i proteggesse diversamente i melanociti di controllo e quelli della vitiligine dallo stress e dalle successive risposte immunitarie. Leggi tutto...
Melanoma ungueale: prevenzione e diagnosi precoce
Questo articolo trae spunto dallo scritto del Dott. Nevice davis, chirurgo e ricercatore australiano, pubblicato nel 1978 e conosciuto come "i segni del melanoma". AUTORE: Dr CLIFF ROSENTHAL MBBS PhD FSCCA Associate Professor, School of Medicine, the University of Queensland TRADUZIONE PER L'ITALIA: Dr DI STEFANO ANDREA GIUSEPPE Dermatologo e Dermatoscopista, Siracusa-Italy Dr. Andrea Giuseppe Di Stefano   Esso sottolinea il fatto che mentre il melanoma uccide circa 1500 australiani ogni anno, molte di queste morti potrebbero essere evitate se i segni distintivi del melanoma fossero riconosciuti precocemente. Le persone in grado di riconoscere questi segni non necessariamente devono essere un medico. I familiari, gli amici e il personale non medico come podologi, estetiste e massofisioterapisti dovrebbero essere informati su come riconoscere i segni del melanoma. "Un caso di arguta osservazione e tempestivo intervento" fig. 1 Una stria pigmentaria è stata osservata all'unghia del pollice di un insegnante di 25 anni. Essa occupa l'intera lunghezza dell'unghia, dalla cuticola fino al suo bordo libero. A livello della cuticola la stria è più larga e ciò indica la presenza di un tumore in accrescimento dalla matrice ungueale nel punto indicato dalla freccia nella figura. La stria pigmentaria è il "segno" di questo melanoma che è stato riconosciuto non da un medico ma da un perspicace osservatore adolescente. Una ragazza di 13 anni aveva visto, nella sala di attesa del suo medico, un poster con immagini relative al melanoma cutaneo e al melanoma della matrice ungueale. La ragazza segnalò al suo insegnante di scienze di 25 anni che la striscia scura solcante l'unghia del suo pollice (Fig.1) era molto simile al melanoma che aveva visto sul poster.L'insegnante della ragazza aveva già notato la linea scura presente sulla sua unghia da più di un anno vedendola accrescerla nel tempo. Allertato dal commento della sua studentessa consultò il suo medico di base che si organizzò per effettuare una biopsia.   Quest'ultima confermò la presenza di un melanoma maligno ad uno stadio di crescita precoce cioè prima dell'invasione dello strato cutaneo dermico profondo ricco di vasi sanguigni. L'amputazione del dito non è stata necessaria e la escissione chirurgica del letto ungueale colpito dal tumore è stata sufficiente e definitiva.I melanomi della matrice ungueale non sono comuni, e questa è una delle ragioni per cui sono così pericolosi. In australia il tasso di mortalità per melanoma è di circa il 10% mentre per il melanoma della matrice ungueale è prossimo al 50%. I melanomi inizialmente sono confinati all'epidermide e allo stadio di "melanoma in situ" la guarigione si ottiene con la semplice asportazione chirurgica. Una volta che i melanomi invadono il derma essi possono diffondere attraverso il sangue e i vasi linfatici con conseguenze mortali. Il rischio della diffusione metastatica aumenta con l'approfondimento del melanoma negli strati più profondi della cute. fig.2 Il disegno schematico dell'apparato ungueale. La matrice ungueale è localizzata sotto il piatto ungueale e in prossimità della piega ungueale. I melanomi insorgono in questa matrice ungueale ed essi possono trasferire il loro pigmento all'unghia crescente causando la tipica stria che si estende per tutta la lunghezza dell'unghia. fig. 3 Tre esempi di strie pigmentate in (A) un dito indice, (B) un alluce e (C) un pollice (immagini fornite per cortesia del Dr Paul Fishburn). Il melanoma della matrice dell'unghia deve essere sospettato quando una stria pigmentata è localizzata in una sola unghia e si estende per tutta la lunghezza della stessa. Questi tre esempi di strie ungueali sono tutti casi di melanoma della matrice ungueale.   L'unico modo per prevenire la mortalità da melanoma è riconoscere e rimuovere chirurgicamente il più presto possibile ogni lesione sospetta prima che possa diffondere attraverso il sangue e i vasi linfatici e ciò significa riconoscere al più presto i "segni" delle sue manifestazioni iniziali. Alcune manifestazioni benigne sono piuttosto comuni nelle persone di fototipo scuro e producono strie pigmentate in più di un unghia contemporaneamente. Il melanoma dovrebbe essere sospettato se la pigmentazione colpisce solo una unghia e in particolar modo se compare dopo l'età della pubertà ingrandendosi nel tempo. Gli operatori sanitari che hanno l'opportunità di osservare quotidianamente le unghie anche sotto ingrandimento di lenti sono i dottori podologi e le estetiste professionali. La familiarizzazione di questi operatori con le caratteristiche salienti delle lesioni maligne possono dare l'opportunità al terapista di salvare la vita al proprio cliente. fig. 4Il melanoma amelanotico della matrice ungueale localizzato all'alluce (A) (immagine fornita per cortesia dalla Dr Agata Bulinska) e in un dito della mano (B) sono stati molto probabilmente identificati in uno stadio avanzato della loro crescita. Sfortunatamente non tutti i melanomi della matrice ungueale sono pigmentati. I melanomi amelanotici possono svilupparsi su qualsiasi area cutanea compresa la matrice ungueale. In quest'ultimo caso non saremo in grado di osservare alcuna stria pigmentata, ma il segno principale rilevatore della lesione maligna potrebbe essere o un ripetuto sanguinamento al di sotto di una sola unghia senza una causa traumatica (Fig.4/a) o un accrescimento anormale dei tessuti sotto e periungueali (Fig.4/b). DA RICORDARE:1) Non tutti i melanomi sono causati dalla esposizione solare. I melanomi che possono essere facilmente individuati nella loro pratica quotidiana dai dottori podologi e dalle estetiste professionali includono quelli della matrice ungueale e quelli localizzati nelle regioni palmari e plantari. Al contrario dei più comuni melanomi quest'ultimi insorgono frequentemente in persone dal fototipo scuro.2) Le persone sono spesso allarmate dalla improvvisa comparsa di pigmentazione anomala al disotto delle unghie e chiedono generalmente un parere al professionista sanitario di loro fiducia.3) Una volta informati sui segni premonitori del melanoma della matrice ungueale sarà facile individuarli precocemente, basta restare svegli e in allerta! Per maggiori informazioni: www.findamelanoma.blogspot.com.au Editore in Australia: The Australian Beauty Therapist Magazine PO BOX 5463 WEST CHATSWOOD NSW 1515 T: 1 300 309 022 T: 02 9439 5054  
Sondaggio di due anni tra i pazienti con dermatite allergica da contatto appartenenti ad una coorte occupazionale
La prognosi potrebbe dipendere dall'onnipresenza dell'allergene. I disordini della pelle sono tra le malattie professionali più frequentemente riconosciute in Danimarca; inoltre, nella maggior parte dei casi, la prognosi della dermatite da contatto occupazionale è negativa. Obiettivi Lo scopo dello studio è stato quello di valutare la prognosi — in base allo stato dell'eczema e al tipo di lavoro — nonché la qualità di vita in relazione alla condizione della pelle tra i pazienti allergici alle sostanze chimiche della gomma e al lattice (allergeni ubiquitari) e alla resina epossidica (allergene non ubiquitario), rispettivamente, dopo due anni dal riconoscimento della dermatite allergica da contatto professionale. Metodi Sono stati inclusi nello studio 199 pazienti con allergia rilevante alla gomma (allergia da contatto alle sostanze chimiche della gomma o orticaria da contatto per il lattice) o con allergia epossidica: i pazienti provenivano da una coorte basata sui dati del Consiglio Nazionale Danese degli Infortuni sul Lavoro e comprendente anche i pazienti con dermatite professionale riconosciuta nel 2010 in Danimarca. Il follow-up si è caratterizzato per un questionario riguardo la gravità dell'eczema, l'occupazione, l'esposizione e la qualità di vita. Risultati Il tasso di risposta è stato del 75%. La scomparsa dell'eczema è stata riportata dall'11% dei soggetti, mentre il 67% ha riportato solo un miglioramento. Il 22% dei pazienti ipersensibili verso un allergene non ubiquitario ha avuto una risoluzione completa dell'eczema rispetto al 10% dei casi verso allergeni ubiquitari e allo 0% di quelli con orticaria da contatto, (p=0.116). Il miglioramento è stato molto più frequente in coloro che avevano cambiato lavoro rispetto a coloro che non lo avevano fatto (p=0.010). Conclusioni Il nostro studio conferma la prognosi negativa per la dermatite allergica da contatto professionale. Durante il follow-up, i pazienti con orticaria da contatto hanno avuto una prognosi significativamente peggiore rispetto a quelli con allergia da contatto; c'è stata anche una tendenza verso una prognosi peggiore per quelli con allergia da contatto alle sostanze chimiche della gomma (che rappresentano gli allergeni ubiquitari) rispetto a quelli con allergia alla resina epossidica (che rappresenta un allergene non-onnipresente). Inoltre, è stata trovata una significativa correlazione tra il cambiamento di lavoro e il miglioramento della condizione morbosa. Storia della pubblicazione: Titolo: Two-year follow-up survey of patients with allergic contact dermatitis from an occupational cohort. Is the prognosis dependent on the omnipresence of the allergen? Rivista: British Journal of Dermatology. doi: 10.1111/bjd.12795 Autori: K.B.C. Clemmensen, T.K. Carøe, S.F. Thomsen, N.E. Ebbehøj, T. Agner Affiliazioni:Department of Dermatology, University of Copenhagen, Bispebjerg Hospital, Copenhagen, NV, Denmark Department of Occupational and Environmental Medicine, Bispebjerg University Hospital, Copenhagen, NV, Denmark Abstract: Background Skin diseases are the most frequently recognized occupational diseases in Denmark. The prognosis for occupational contact dermatitis is often poor. Objectives The aim of the study was to investigate the prognosis, assessed by eczema- and, job- status, and skin related quality of life among patients allergic to rubber chemicals and latex (ubiquitous allergens) and epoxy (non- ubiquitous allergen), respectively, two years after recognition of occupational allergic contact dermatitis. Methods From a cohort based on data from the Danish National Board of Industrial Injuries, and including all patients with recognised occupational dermatitis in 2010 in Denmark, 199 patients with relevant rubber allergy (contact allergy to rubber chemicals or contact urticaria from latex) or epoxy allergy, were included. Follow-up consisted of a questionnaire covering current severity of eczema, employment, exposure, and quality of life. Results The response rate was 75%. Clearance of eczema was reported by 11% and 67% reported improvement. 22% of patients with allergy to a non-ubiquitous allergen had total clearance of eczema compared to 10% of cases allergic to ubiquitous allergens and 0% of those with contact urticaria, (p=0.116). Improvement was significantly more frequent in those who had changed jobs compared with those who had not (p=0.010). Conclusions Our study confirms the poor prognosis for occupational allergic contact dermatitis. At follow-up patients with contact urticaria had significantly poorer prognosis than those with contact allergy, and there was a trend towards a poorer prognosis for those with contact allergy to rubber chemicals, representing ubiquitous allergens, than those with allergy to epoxy, representing a non-ubiquitous allergen. A significant positive association between job change and improvement was found.
Studio comparativo tra l'isotretinoina orale e l'isotretinoina orale in aggiunta ad un pelling con acido salicilico al 20% per il trattamento dell'acne attiva
L'acne è una condizione autolimitante che si traduce spesso in grandi cicatrici e in una deturpazione sproporzionata rispetto alla gravità clinica. L'isotretinoina è considerata il gold standard nella gestione medica della forma grave dell'acne volgare. Il peeling con acido salicilico (SA) ha un effetto sebosoppressivo e determina una rapida risoluzione dell'acne lasciano solo cicatrici minime; inoltre riduce l'iperpigmentazione post infiammatoria. Di solito non viene raccomandata la combinazione di queste due modalità per paura che causino estrema secchezza e irritazione della pelle. Obiettivi: Confrontare l'efficacia dell'isotretinoina orale e dell'isotretinoina orale con peeling di SA al 20% nei pazienti con acne da moderata a grave. Materiali e Metodi: 60 pazienti consecutivi con acne facciale da moderata a grave sono stati divisi casualmente in 2 gruppi. Il gruppo 1 ha ricevuto 20mg di isotretinoina per via orale una volta al giorno e per 16 settimane, mentre il secondo gruppo ha ricevuto 20mg di isotretinoina per via orale una volta al giorno con un peeling di SA al 20% ogni due settimane e per un totale di 16 settimane. È stata effettuata la classificazione di base dell'acne utilizzando l'indice di severità dell'acne secondo Michelsons (MASI). Inoltre, è stato dato un punteggio sia al lato destro che a quello sinistro del viso, e poi è stato calcolato il punteggio totale. Al contrario, il punteggio di gravità è stata valutato mensilmente; e sempre ogni mese, sono state scattate le fotografie cliniche per la valutazione. I pazienti sono stati invitati a presentarsi ogni 2 settimane o prima se avessero notato un qualsiasi effetto collaterale. Risultati: I pazienti di entrambi i gruppi hanno evidenziato una riduzione nel numero delle lesioni. Il primo gruppo ha mostrato una riduzione di circa il 73.4% dopo aver ricevuto 20mg di isotretinoina per via orale e per 16 settimane. Il secondo gruppo ha mostrato una riduzione di circa il 92.5% dopo aver ricevuto 20mg di isotretinoina orale in aggiunta al peeling di SA al 20% una volta ogni due settimane e per 16 settimane totali. Conclusione: Sia l'isotretinoina orale che la combinazione di isotretinoina orale e peeling di SA al 20% una volta ogni 2 settimane risultano efficaci per trattare l'acne da moderata a grave, ma la formula di combinazione determina una risoluzione dell'acne molto migliore rispetto alla monoterapia con isotretinoina. Storia della pubblicazione: Titolo: Comparative study of oral isotretinoin versus oral isotretinoin + 20% salicylic acid peel in the treatment of Active Acne Rivista: Journal of Cutaneous and Aesthetic Surgery Autori: Bikash Ranjan Kar, Sanjita Tripathy, Maitreyee Panda Affiliazioni:Department of Dermatology, Institute of Medical Sciences and SUM Hospital, Bhubaneswar, Odisha, India Abstract: Background: Acne is a self limiting condition that often results in scarring and disfigurement disproportionate to its clinical severity. Isotretinoin is considered the gold standard in the medical management of severe form of acne vulgaris. Salicyclic acid (SA) peels, a β- hydroxy acid peel has got sebosuppressive effect and helps in faster resolution of acne with minimal scarring. It also decreases the post inflammatory hyperpigmentation. Combining both the modalities is usually not advocated because of expected excessive dryness and irritation Aims: To compare the efficacy of oral isotretinoin and oral isotretinoin with 20% SA peels in patients with moderate to severe acne. Materials and Methods: 60 consecutive patients with moderate to severe facial acne attending the skin department were randomized in to 2 groups. 1 st group received 20mg oral isotretinoin once daily for 16 weeks and 2nd group received 20mg oral isotretinoin once daily along with 20% SA peels every two weeks for 16 weeks. Baseline grading of acne was done with Michelsons Acne severity index (MASI).Right and left sides of the face were scored separately and total score was taken. Severity score was assessed monthly .Clinical photographs were obtained for evaluation every month. Patients were asked to follow up once every 2 weeks or earlier in case of any adverse events. Results: Patients in both the groups revealed a reduction in the number of lesions. The 1 st group showed a reduction of approximately 73.4% after receiving 20mg oral isotretinoin for 16 weeks. The 2 nd group showed a reduction of approximately 92.5 % after receiving 20mg oral isotretinoin along with 20% SA peel once every 2 weeks for 16 weeks. Conclusion: Both oral isotretinoin and combination of oral isotretinoin with 20% SA peels once every 2 weeks are effective in treating moderate to severe acne but the combination showed significantly better clearance of acne than monotherapy with isotretinoin.
Confronto tra la luce pulsata intensa e il laser frazionato con fibre di tullio da 1,927-nm per il ringiovanimento del torace
Il ringiovanimento del torace è importante per evitare le notevoli disparità che si vengono a determinare tra la pelle del viso trattata e quella del torace non trattata. Leggi tutto...
Indagine di quattro nuovi loci di suscettibilità all'alopecia androgenetica maschile
Nessuna associazione con il modello di calvizie femminile. Il modello di calvizie femminile (FPHL) rappresenta un disturbo comune nelle donne ed ha una modalità complessa di ereditarietà. L'eziopatogenesi dell'FPHL è in gran parte sconosciuta; tuttavia, si ipotizza che l'FPHL e la calvizie maschile [alopecia androgenetica (AGA)] possano condividere gli stessi alleli di suscettibilità genetica. I nostri risultati indicano che il principale locus di AGA, una regione del cromosoma X contenente i geni per il recettore degli androgeni e per il recettore dell'ectodisplasina A2 (EDA2R), potrebbe rappresentare un fattore genetico comune alla base sia di AGA che dell'FPHL ad insorgenza precoce. Questo fornisce un ulteriore sostegno alla convinzione della presenza di loci di suscettibilità condivisi tra FPHL e AGA; tuttavia, non siamo riusciti a dimostrare l'associazione di altri loci di rischio di AGA, tra cui 20p11, 1p36.22, 2q37.3, 7p21.1, 7q11.22, 17q21.31 e 18q21.1, con FPHL. Un recente studio ha identificato quattro nuovi loci di rischio per AGA nelle regioni cromosomiche 2q35, 3q25.1, 5q33.3 e 12p12.1. In particolare, il locus 2q35 e il suo gene WNT10A hanno messo in luce un coinvolgimento ancora sconosciuto della via di segnalazione WNT in AGA. Pertanto, abbiamo ipotizzato che i nuovi loci e, quindi, la via segnalazione WNT potessero avere un ruolo anche nell'eziopatogenesi di FPHL: per verificare tale ipotesi abbiamo esaminato il ruolo di questi nuovi loci di rischio per AGA nei nostri campioni di FPHL (comprendenti 440 pazienti tedeschi e 145 britannici, 500 soggetti di controllo tedeschi non selezionati (donatori di sangue) e 179 supercontrolli britannici). I pazienti ed i controlli sono stati genotipizzati per i due principali polimorfismi a singolo nucleotide in ciascuno dei quattro loci di AGA, ma nessuna di queste varianti genotipizzate ha evidenziato un'associazione significativa. In conclusione, i risultati di questo studio non forniscono alcun dato a sostegno dell'ipotesi che i nuovi loci di AGA influenzino la suscettibilità all'FPHL. Storia della pubblicazione: Titolo: Investigation of four novel male androgenetic alopecia susceptibility loci: no association with female pattern hair loss Rivista: Archives of Dermatological Research Autori: Rima Nuwaihyd, Silke Redler, Stefanie Heilmann, Dmitriy Drichel, Sabrina Wolf, Pattie Birch, Kathy Dobson, Gerhard Lutz, Kathrin A. Giehl, Roland Kruse, Rachid Tazi-Ahnini, Sandra Hanneken, Markus Böhm, Anja Miesel, Tobias Fischer, Hans Wolff, Tim Becker, Natalie Garcia- Bartels, Ulrike Blume-Peytavi, Markus M. Nöthen, Andrew G. Messenger, Regina C. Betz Affiliazioni: Abstract: Female pattern hair loss (FPHL) is a common hair loss disorder in women and has a complex mode of inheritance. The etiopathogenesis of FPHL is largely unknown; however, it is hypothesized that FPHL and male pattern baldness [androgenetic alopecia (AGA)] share common genetic susceptibility alleles. Our recent findings indicate that the major AGA locus, an X- chromosome region containing the androgen receptor and the ectodysplasin A2 receptor (EDA2R) genes, may represent a common genetic factor underlying both early-onset FPHL and AGA. This gives further support for the widespread assumption of shared susceptibility loci for FPHL and AGA. However, we could not demonstrate association of further AGA risk loci, including 20p11, 1p36.22, 2q37.3, 7p21.1, 7q11.22, 17q21.31, and 18q21.1, with FPHL. Interestingly, a recent study identified four novel AGA risk loci in chromosomal regions 2q35, 3q25.1, 5q33.3, and 12p12.1. In particular, the 2q35 locus and its gene WNT10A point to an as-yet unknown involvement of the WNT signaling pathway in AGA. We hypothesized that the novel loci and thus also the WNT signaling may have a role in the etiopathogenesis of FPHL and therefore examined the role of these novel AGA risk loci in our FPHL samples comprising 440 German and 145 UK affected patients, 500 German unselected controls (blood donors), and 179 UK supercontrols. Patients and controls were genotyped for the top two single nucleotide polymorphisms at each of the four AGA loci. However, none of the genotyped variants displayed any significant association. In conclusion, the results of this study provide no support for the hypothesis that the novel AGA loci influence susceptibility to FPHL.

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